Jazz - Istruzioni per l'uso - Massimo Nunzi
Descrizione
Un progetto: far conoscere il jazz al grande pubblico. Con un libro nato dall’incontro tra un musicista, Massimo Nunzi, le domande dei suoi spettatori, la voglia di raccontare la storia del jazz. E con un documentario di Elena Somaré. Nelle sue immagini, i concerti tenuti da Nunzi durante la serie Jazz. Istruzioni per l’uso e le interviste ad alcuni dei più grandi jazzisti e musicologi contemporanei.
Con la partecipazione di:
Ruggero Artale Paolo Damiani Maria Pia De Vito Umberto Fiorentino Paolo Fresu Giorgio Gaslini Roberto Gatto Rosario Giuliani Andy Gravish Max Ionata Rita Marcotulli Ada Montellanico Eddy Palermo Enrico Pieranunzi Enzo Pietropaoli Enrico Rava Danilo Rea Fabrizio Sferra Andrea Tofanelli Fabio Zeppetella
Filippo Bianchi Luciano Linzi Adriano Mazzoletti Marco Molendini Dan Morgenstern Luigi Onori Marcello Piras Luca Raffaelli Gianfranco Salvatore
«Jazz. Istruzioni per l’uso è il jazz raccontato ai non addetti ai lavori, alle persone che vogliono comprenderne la genesi, le vicende artistiche, musicali e umane. È anche la sintesi di un’esperienza che mi ha dato l’opportunità di incontrare nel corso della serie di concerti Jazz. Istruzioni per l’uso un pubblico sempre curioso e appassionato, desideroso di capire, oltre che di ascoltare. Questo libro nasce dalle domande più frequenti che mi sono state rivolte. È il frutto di quegli incontri, del bisogno di spiegare la grammatica di una musica, di raccontare una storia del jazz.»
Pagine
Nuvole di Jazz
Nel cuore del jazz
sabato 14 febbraio 2015
La Suite per Orchestra Jazz Šostakovič
La Suite per Orchestra Jazz n. 1 (segnata talvolta come Op. 38b) è una composizione di Dmitrij Šostakovič, composta ed eseguita per la prima volta nel 1934.
Composta nel 1934, è stata eseguita, per la prima volta in pubblico, il 24 marzo dello stesso anno, la composizione dura intorno agli otto minuti ed è divisa in tre movimenti, ognuno dei quali è indicato con il nome di una danza:
Valzer Polka Foxtrot
La più importante registrazione di questo brano è contenuta nell'album "The Jazz Album", pubblicato dalla Decca, con Riccardo Chailly alla direzione della Royal Concertgebouw Orchestra.
http://it.wikipedia.org/wiki/Suite_per_orchestra_jazz_n._1
La Suite per Orchestra Jazz n. 2 è una composizione di Dmitrij Dmitrievič Šostakovič del 1938
La Suite nacque nel 1938 per la neonata Orchestra Jazz Nazionale Sovietica, coordinata da Wiktor Knuschewitzki. La prima esecuzione dell'opera ebbe luogo a Mosca, il 28 novembre dello stesso anno.
Causa le vicissitudini della seconda guerra mondiale, la partitura della suite andò perduta, ma una sua riduzione per pianoforte fu riscoperta nel 1999 da Manashir Yakubov. Tre movimenti della suite furono ricostruiti e orchestrati da Gerard McBurney, ed eseguiti per la prima volta aLondra il 9 settembre del 2000 dalla BBC Symphony Orchestra sotto la direzione di Andrew Davis.
Sino ad anni recenti, un'altra suite di Šostakovič, articolata in otto movimenti, è stata erroneamente identificata e registrata come la Jazz Suite n. 2. Quest'opera è ora correttamente nota come la Suite per orchestra di varietà, il cui "Valzer n. 2" è stato reso celebre dallacolonna sonora del film di Stanley Kubrick Eyes Wide Shut.
http://it.wikipedia.org/wiki/Suite_per_orchestra_jazz_n._2
Composta nel 1934, è stata eseguita, per la prima volta in pubblico, il 24 marzo dello stesso anno, la composizione dura intorno agli otto minuti ed è divisa in tre movimenti, ognuno dei quali è indicato con il nome di una danza:
Valzer Polka Foxtrot
La più importante registrazione di questo brano è contenuta nell'album "The Jazz Album", pubblicato dalla Decca, con Riccardo Chailly alla direzione della Royal Concertgebouw Orchestra.
http://it.wikipedia.org/wiki/Suite_per_orchestra_jazz_n._1
La Suite per Orchestra Jazz n. 2 è una composizione di Dmitrij Dmitrievič Šostakovič del 1938
La Suite nacque nel 1938 per la neonata Orchestra Jazz Nazionale Sovietica, coordinata da Wiktor Knuschewitzki. La prima esecuzione dell'opera ebbe luogo a Mosca, il 28 novembre dello stesso anno.
Causa le vicissitudini della seconda guerra mondiale, la partitura della suite andò perduta, ma una sua riduzione per pianoforte fu riscoperta nel 1999 da Manashir Yakubov. Tre movimenti della suite furono ricostruiti e orchestrati da Gerard McBurney, ed eseguiti per la prima volta aLondra il 9 settembre del 2000 dalla BBC Symphony Orchestra sotto la direzione di Andrew Davis.
Sino ad anni recenti, un'altra suite di Šostakovič, articolata in otto movimenti, è stata erroneamente identificata e registrata come la Jazz Suite n. 2. Quest'opera è ora correttamente nota come la Suite per orchestra di varietà, il cui "Valzer n. 2" è stato reso celebre dallacolonna sonora del film di Stanley Kubrick Eyes Wide Shut.
http://it.wikipedia.org/wiki/Suite_per_orchestra_jazz_n._2
La prima nazione europea dove si è divulgato il jazz
La prima nazione europea dove si è divulgato il jazz è stata la Francia anche perchè musicisti come Ravel , Debussy hanno capito che era una musica innovativa e di valore e hanno iniziato ad usarlo nelle proprie musiche
L'italia è stata tra le ultime prima a causa della censura, ma poi per una cultura molto campalista e poco aperta alle altre culture
L'italia è stata tra le ultime prima a causa della censura, ma poi per una cultura molto campalista e poco aperta alle altre culture
domenica 25 gennaio 2015
Ahmad Jamal
Ahmad Jamal, nato Frederick Russell Jones
Cambiò il suo nome in Ahmad Jamal dopo la sua conversione all'Islam nel 1952 (è tra l'altro un lontano parente di Malcolm X).
Inizialmente sottovalutato, forse a causa della sua giovinezza, dai critici, che lo consideravano poco più che un pianista da piano bar, nelle fasi più tarde della sua carriera Jamal si è trovato nella situazione opposta: poco conosciuto dal grande pubblico, è oggi riconosciuto dalla critica e dagli appassionati come una figura fondamentale per il pianoforte jazz della seconda metà del XX secolo, uno dei primi ad avere avuto il coraggio di innovare differenziandosi dallo stile boppistico introdotto sul pianoforte da Bud Powell. La sua tecnica gli ha guadagnato i più svariati appellativi: "Il profeta", "Il maestro", "L'architetto", "Ahmad il magnifico", "Il prestigiatore del piano", "L'uomo con due mani destre".
Cambiò il suo nome in Ahmad Jamal dopo la sua conversione all'Islam nel 1952 (è tra l'altro un lontano parente di Malcolm X).
Inizialmente sottovalutato, forse a causa della sua giovinezza, dai critici, che lo consideravano poco più che un pianista da piano bar, nelle fasi più tarde della sua carriera Jamal si è trovato nella situazione opposta: poco conosciuto dal grande pubblico, è oggi riconosciuto dalla critica e dagli appassionati come una figura fondamentale per il pianoforte jazz della seconda metà del XX secolo, uno dei primi ad avere avuto il coraggio di innovare differenziandosi dallo stile boppistico introdotto sul pianoforte da Bud Powell. La sua tecnica gli ha guadagnato i più svariati appellativi: "Il profeta", "Il maestro", "L'architetto", "Ahmad il magnifico", "Il prestigiatore del piano", "L'uomo con due mani destre".
Farrell “Pharoah” Sanders
Farrell “Pharoah” Sanders (Little Rock, 13 ottobre 1940) è un sassofonista statunitense.
Nato Farrell Sanders, inizia la sua carriera suonando il sax tenore in California, ad Oakland. Si trasferisce a New York nel 1961. Lì suona con Sun Ra da cui riceve il nome d'arte Pharoah, in qualche caso indicato come Pharaoh, (=Faraone). Sale alla ribalta nel 1965, anno in cui entra nella band di John Coltrane, iniziando a sperimentare con quella musica che successivamente sarà conosciuta come free-jazz. Sempre nel 1965 registra con 'Trane Ascension, opera manifesto del free-jazz, oltre che Meditations. Partecipa nel 1968 all'incisione di Communications, album della JCOA: Jazz Composer's Orchestra Association di Mike Mantler e Carla Bley nel quale suona, usando le parole di John Zorn, "il più intenso e illuminante solo di sax tenore mai registrato". Ornette Coleman stesso lo "proclama" il miglior sax tenore al mondo.
Nel 1969 pubblica per la casa discografica Impulse! Records il suo album di maggior successo, Karma, che riscosse particolare gradimento di pubblico grazie alla presenza del brano The Creator Has a Master Plan, ripreso in seguito da numerosi artisti (Louis Armstrong in testa).
Pharoah Sanders è noto per il suo stile ricco di suoni violentissimi ed estremi e per l'utilizzo della tecnica "Sheets of Sound".
http://it.wikipedia.org/wiki/Pharoah_Sanders
Nato Farrell Sanders, inizia la sua carriera suonando il sax tenore in California, ad Oakland. Si trasferisce a New York nel 1961. Lì suona con Sun Ra da cui riceve il nome d'arte Pharoah, in qualche caso indicato come Pharaoh, (=Faraone). Sale alla ribalta nel 1965, anno in cui entra nella band di John Coltrane, iniziando a sperimentare con quella musica che successivamente sarà conosciuta come free-jazz. Sempre nel 1965 registra con 'Trane Ascension, opera manifesto del free-jazz, oltre che Meditations. Partecipa nel 1968 all'incisione di Communications, album della JCOA: Jazz Composer's Orchestra Association di Mike Mantler e Carla Bley nel quale suona, usando le parole di John Zorn, "il più intenso e illuminante solo di sax tenore mai registrato". Ornette Coleman stesso lo "proclama" il miglior sax tenore al mondo.
Nel 1969 pubblica per la casa discografica Impulse! Records il suo album di maggior successo, Karma, che riscosse particolare gradimento di pubblico grazie alla presenza del brano The Creator Has a Master Plan, ripreso in seguito da numerosi artisti (Louis Armstrong in testa).
Pharoah Sanders è noto per il suo stile ricco di suoni violentissimi ed estremi e per l'utilizzo della tecnica "Sheets of Sound".
http://it.wikipedia.org/wiki/Pharoah_Sanders
lunedì 25 agosto 2014
Rai scuola: jazz le tipologie
Il giornalista Luca Damiani, in questo filmato del 1990, introduce il concetto di standard nel jazz, vale a dire di quelle musiche talmente note
che non hanno bisogno d’alcuna presentazione tanto sono caratterizzanti il genere in esame. Tra mirabili esibizioni d’interpreti del calibro
di Hoagy Carmichael, Erroll Garner, Dizzy Gillespie e Anita O`Day, è inserita un’opinione, in proposito, del musicista Augusto Martelli.
che non hanno bisogno d’alcuna presentazione tanto sono caratterizzanti il genere in esame. Tra mirabili esibizioni d’interpreti del calibro
di Hoagy Carmichael, Erroll Garner, Dizzy Gillespie e Anita O`Day, è inserita un’opinione, in proposito, del musicista Augusto Martelli.
Rai scuola: jazz e cinema
Il primo film della storia del cinema accompagnato dal sonoro, intitolato Il cantante jazz (1927), di Alan Crosland, era una goffa parodia del jazz. Infatti, il protagonista Al Jolson era un bianco che, per le riprese, colorò il viso con un sughero bruciato per schernire i musicisti jazz, solitamente neri. La stessa canzoncina intonata da Jolson non servì che a fornire un’immagine caricaturale di un genere di musica che, nonostante imperversasse negli Usa, era composta e suonata principalmente da artisti appartenenti a un gruppo etnico ancora denigrato. Ma non fu sempre così. Negli Stati Uniti degli anni Trenta e Quaranta, cinema e jazz conobbero un periodo di grande splendore e costituirono spesso un connubio felice di forme espressive. L’unità audiovisiva propone alcuni spezzoni di film in cui il jazz fu davvero protagonista, come Jivin’ in bebop (1947), con Dizzy Gillespie, Shorty Rogers che esegue Time was in Frankly jazz (1962), e l’eccezionale contributo che Miles Davis diede al film Ascenseur pour l’échataud((1957), eseguendo per la sigla iniziale il brano So what insieme a John Coltrane. </ br> </ br> Il leggendario Al Jolson canta e recita in questa pellicola che ha lanciato il genere dei film sonori. Figlio di un cantore ebreo, Jakie Rabinowitz deve seguire la vocazione del padre e prestarsi al servizio della fede e della comunità. Sebbene sia in grado di fare breccia nel cuore delle persone con la propria voce, Rabinowitz desidera esibirsi d'innanzi ad un audience ancora più vasto come performer, in The Jazz Singer.
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