giovedì 20 marzo 2008

Lino Patruno

Storia di un divulgatore di Jazz

Quando in Italia si dice jazz tradizionale, insieme a quello di Carlo Loffredo, il suo e il nome che viene immediatamente in mente, più che per le sue qualità di chitarrista e banjoista, per quelle di
organizzatore culturale e di indefesso propugnatore di musica in cui, da noi, in molti stanno perdendo memoria.


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domenica 9 marzo 2008

Georgia on My Mind

Georgia on My Mind

From Wikipedia, the free encyclopedia Jump to: navigation, search "Georgia on My Mind" is a song written in 1930 by Stuart Gorrell (lyrics) and Hoagy Carmichael (music). It is the official state song of the U.S. state of Georgia. Gorrell wrote the lyrics for Hoagy's sister, Georgia Carmichael [1]. However, the lyrics of the song are written ambiguously enough as to refer to the state or to a woman named "Georgia." Carmichael's 1965 autobiography, Sometimes I Wonder, records the origin: a friend suggested: "Why don't you write a song called 'Georgia?' Nobody lost much writing about the South."

The song is best known as sung by Ray Charles, who first recorded the song in 1960. It became Georgia's state song in 1979.

At the beginning of World War II, the song was used for a short time by Lord Haw-Haw on the English-language German radio; it is possible that it was a recording of musician and singer Jack Teagarden.

The song has been covered by many artists, significant among them: Ella Fitzgerald, Gladys Knight, James Brown, Fats Waller, Andrzej Zaucha, Louis Armstrong, Billie Holiday, Nat Gonella and his Georgians, The Band, Django Reinhardt, Priya Mahendra, Mina, Wes Montgomery,Offenbach, Willie Nelson, The Righteous Brothers, Michael Bolton, Widespread Panic, David Bromberg, Kurt Hartel, Van Morrison, and the British groups Coldplay and the Spencer Davis Group (with Steve Winwood on vocals) among others.

One of the best versions ever is by Australian pub rock band "Cold Chisel" with Ian Moss on vocals. This version can be found on the Barking Spiders Live: 1983 album.

The song was also sampled in 2005 by Field Mob, Ludacris, and Jamie Foxx. Georgia is the signature song of the Spirit Drum and Bugle Corps.

Ray Charles It was not until Ray Charles' 1960 recording on The Genius Hits the Road that the song became a major hit. On March 7, 1979, in a mutual symbol of reconciliation after conflict over civil rights issues he performed it before the Georgia General Assembly. After this performance, the connection to the state was firmly made, and the Georgia General Assembly officially adopted it one month later as the state song on April 24, 1979. This version of the song is played with a video montage each time that Georgia Public Television goes off the air (now generally only late on Sunday nights, instead of nightly). The song was used as the theme song to the CBS sitcom Designing Women, initially as an instrumental (performed by Doc Severinsen), and later in a recording by Ray Charles. Charles' version was also sampled for rap group Field Mob's 2005 single, "Georgia", featuring Jamie Foxx and Ludacris. Sometime after 2000, Charles invited Italian singer Giorgia to sing the song with him after learning that she was named in honor of the song.

n 2003, Rolling Stone named "Georgia on My Mind" the 44th greatest song of all time. The song is referenced in The Beatles' "Back in the USSR", with the line "Georgia's always on my mind" referring to Soviet Georgia. The song is strongly featured in the Stone Mountain Laser Show that runs each summer outside Atlanta. The song was one of the songs of the 1996 Summer Olympics held in Atlanta. Lil Wayne samples parts of the song in "Georgia Bush".

The lyrics to Ray Charles version.

Georgia, Georgia,
The whole day through
Just an old sweet song
Keeps Georgia on my mind

I'm say Georgia
Georgia
A song of you
Comes as sweet and clear
As moonlight through the pines

Other arms reach out to me
Other eyes smile tenderly
Still in peaceful dreams I see
The road leads back to you

I said Georgia,
Ooh Georgia, no peace I find
Just an old sweet song
Keeps Georgia on my mind

Other arms reach out to me
Other eyes smile tenderly
Still in peaceful dreams I see
The road leads back to you

Georgia,
Georgia,
No peace, no peace I find
Just this old, sweet song
Keeps Georgia on my mind

I said just an old sweet song,
Keeps Georgia on my mind

martedì 19 febbraio 2008

Amalia Gré

Amalia Grezio, meglio conosciuta con lo pseudonimo di Amalia Gré (Miggiano, 16 giugno 1964) è una cantautrice, designer, scultrice e artista digitale italiana.

Biografia [modifica]

Si è diplomata all'Accademia di Belle Arti di Perugia. A New York, ha studiato recitazione alla scuola Black Nexxus e per 6 anni è stata seguita e incoraggiata da Betty Carter, prima tra tanti artisti - come Bobby McFerrin, Herbie Hancock, Bob Dorought - a credere nella sua voce e nel suo talento. Ha seguito seminari di Mark Murphy e Berry Harris.

Ha all'attivo due album, l'omonimo Amalia Gré, del 2004, e Per te, del 2006. Entrambi sono stati pubblicati dalla casa discografica EMI. Col favore della critica e dei dj (tra tutti Alessio Bertallot), il singolo Io cammino di notte da sola le ha permesso di raggiungere la finale del Festival di Recanati 2001. È autrice degli originali disegni che la ritraggono sulle copertine dei cd.

Nel 2007 partecipa al Festival di Sanremo con il brano Amami per sempre.

Ha collaborato fra gli altri con Marco De Filippis, Mario Biondi, Larry Porter, Michele (Syncopator) Ranauro, Gary Fisher, Sylvia Quenca, Riccardo Biseo, Francesca Viscardi.

Ha fondato i gruppi Music SHine Network (musicshine.net), Free Mistake Project.

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Amalia Gre' and Mario Biondi - Amami per sempre



Amalia Gre' - Avvolgimi Amore




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domenica 13 gennaio 2008

Cinematic Orchestra 'To Build a Home' - Live At The Barbican

Cinematic Orchestra 'To Build a Home' - Live At The Barbican

venerdì 28 dicembre 2007

Fred Astaire

Fred Astaire - all'anagrafe Frederick Austerlitz (Omaha, 10 maggio 1899 – Los Angeles, 22 giugno 1987) è stato un ballerino, coreografo, attore e cantante statunitense che seppe coniugare squisitamente ballo, musica e cinema e fu indiscusso maestro del tip-tap.

Appassionato di danza sin da bambino, Fred Astaire frequenta diverse scuole di ballo, ed insieme alla sorella Adele si sposta a New York, dove si esibiscono in qualche spettacolo teatrale. Notati per il loro stile ed il loro affiatamento, in breve debuttano con successo a Broadway. In riviste come Lady Be Good, di George e Ira Gershwin, i due ballerini ottengono un vero e proprio trionfo. Verso la metà degli anni '20 approdano nei teatri di Londra, riscuotendo anche lì un buon successo.

Fred Astaire, alto, slanciato ed elegante, matura uno stile tutto suo. Con lo sfrenato scalpiccio dei suoi piedi giganteggia nel tip-tap, rendendo questa danza un vera e propria forma d'arte. Nelle sue coreografie cerca di unire il ritmo della musica jazz con l'eleganza di quella europea.

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Fred Astaire







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Addio Oscar Peterson, il genio del piano jazz

Oscar Peterson (Montreal, 15 agosto 1925 – Toronto, 23 dicembre 2007) è stato un pianista canadese di musica jazz.

Straordinario virtuoso del pianoforte è stato probabilmente uno tra i pianisti jazz più prolifici della storia della musica afroamericana. Peterson è anche autore di numerosi testi di esercizi jazz per giovani pianisti. La sua personale e sbalorditiva tecnica pianistica, al servizio di un potente swing, lo rendono stilisticamente immediatamente riconoscibile all'interno di qualsiasi contesto.

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Oscar Peterson Trio Live at Newport



Nat King Cole Oscar Peterson Trio & Coleman Hawkins - Sw



OSCAR PETERSON "ALICE IN WONDERLAND"




Addio Oscar Peterson, il genio del piano jazz

Il pianista Oscar Peterson, leggendario per tecnica, bellezza del suono e fraseggio, è morto l'antivigilia di Natale a Toronto, Canada. Aveva 82 anni. Negli ultimi anni era diventato enorme e si muoveva con fatica. Dei vecchi tempi gli erano rimasti gli occhi buoni che tradivano l'insicurezza interiore, la facilità alle depressioni, e fino al 1993 le mani meravigliose, agilissime, capaci di coprire tredici tasti del pianoforte. Nel maggio di quell'anno un ictus gli offese la mano sinistra, riducendola a un semplice appoggio per qualche nota o accordo. Ma, sostenevano molti critici, a Peterson bastava una mano sola per surclassare tutti i colleghi.
Ciò malgrado, la musica non era venuta a lui come un dono di natura. Fu il risultato di uno studio tenace del piano classico, per molte ore al giorno, al quale si costrinse fin dall'infanzia. A 14 anni (quindi nel 1939: Oscar Emmanuel Peterson nasce a Montreal il 15 agosto 1925) ha il primo importante incontro musicale, quello con il pianista Art Tatum: «È il mio maestro e amico - ha sempre ripetuto -, la persona migliore che io abbia conosciuto, il pianista più grande dell'intero arco storico del jazz».
Sapeva di continuare il messaggio stilistico di Tatum e ne era orgoglioso. Si riteneva un pianista tradizionale, sebbene si fosse affacciato alla ribalta con il jazz moderno nella seconda metà degli anni Quaranta. Gli piaceva che il contenuto emozionale si coniugasse con la preparazione formale, con il bel suono, le forme giuste e le proporzioni definite. Per conseguenza non amava né Thelonious Monk né Cecil Taylor. Adorava invece Charlie Parker, senza notare di contraddirsi. Lo definiva «un genio musicale, ma assurdo come uomo: da un lato l'amore per l'arte e per la vita, dall'altro la droga e l'autodistruzione».
L'altro incontro fondamentale di Peterson è quello con Norman Granz, il principe degli impresari di jazz, che lo scopre per caso nel 1949 ascoltandolo dalla radio di bordo di un taxi. Da quel momento la carriera e la fama di Peterson sono assicurate. Il rovescio della medaglia sarà un rapporto di dipendenza da Granz, personaggio autoritario che, legando a doppio filo il magico virtuoso alle proprie iniziative concertistiche e discografiche, compenserà in parte la sua insicurezza.
La prima scrittura di Peterson è con il gruppo del Jazz at the Philharmonic gestito da Granz; poi il pianista riunisce un trio con Barney Kessel chitarra e Ray Brown contrabbasso. Suona fra gli altri con Ella Fitzgerald, Charlie Parker, Lester Young, Billie Holiday, Dizzy Gillespie, Sarah Vaughan. I dischi a suo nome diventano innumerevoli e i concerti si estendono a tutto il mondo. La sua formazione preferita è il trio con il contrabbasso e la batteria, o il quartetto se c'è una chitarra, ma tiene anche concerti trionfali di pianoforte solo.
Accanto a Peterson, per lunghi anni, si trovano soprattutto il sommo contrabbassista danese Niels Pedersen, e il chitarrista Joe Pass che la morte gli toglie nel 1994, mentre cambiano spesso i batteristi. Dopo il malanno del 1993 la collaborazione di Pedersen diventa essenziale per il pianista: il suono e il ritmo del contrabbasso quasi compensano le carenze della mano sinistra. Nel 1997 si aggiunge al gruppo il chitarrista svedese Ulf Wakenius, Peterson si sottopone a continue cure e sembra che il peggio sia passato. Ma la cattiva sorte è ancora in agguato. Nel 2003 qualcosa si guasta nell'equilibrio psicofisico di Pedersen, e il pianista deve rinunciare al suo alter ego che si spegne nel maggio 2005. Due mesi dopo Peterson, per la prima e l'ultima volta, è osannato all'Umbria Jazz. Ai cinquemila spettatori allibiti si presenta in carrozzella. Suona ancora bene e non cessa di frequentare le sale di registrazione. Un mese fa aveva inaugurato un suo nuovo website scrivendo «Welcome to my new beginning».


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martedì 25 dicembre 2007

Paquito D'Rivera

Paquito D'Rivera (L'Avana, Cuba - 1948) é un sassofonista (sax contralto e clarinettista jazz).
Iniziato al sax dal padre Tito, Paquito si innamora del jazz ascoltando Live at Carneige Hall di Benny Goodman. A dodici anni conosce in conservatorio Chucho Valdès e inizia la sua avventura nel jazz. Entra nel 1963 nell'orchestra del Teatro Musical de L'Avana. Nel 1967 fonda con Valdès l'orchestra cubana di musica moderna e ne diviene il direttore artistico. Qualche anno dopo, sempre con Valdès e Arturo Sandoval, partecipa alla creazione del gruppo di jazz cubano "Irakere". Nel 1976 registra in duo con il bassista danese Niels Pedersen un disco molto interessante. Nel 1980 lascia definitivamente Cuba per stabilirsi a New York. Nella Grande Mela lavora con McCoy Tyner, Dizzy Gillespie, George Coleman, Tito Puente e Astor Piazzolla. Dirige la sua band Havana/New York Ensemble che diviene una fucina di giovani talenti come Michel Camilo, Danilo Perez, Hilton Ruiz e Claudio Roditi. In questi anni predilige le collaborazioni con musicisti di estrazione latin e squisitamente jazz come Chick Corea. Nel 1989 entra nell'orchestra delle Nazioni Uniti diretta da Dizzy Gillespie e quattro anni dopo ne eredita lo scettro. Nello stessa anno mette insieme i musicisti cubani degli ultimi quarant'anni e nel 1994 ricolloca nella storia il pianista cubano Bebo Valdès.
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Panamericana. Paquito d' Rivera. Latin Jazz. 2000



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