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Nuvole di Jazz

Nel cuore del jazz
mercoledì 15 giugno 2011
Il Vocalese
Il Vocalese
Alla fine degli anni Quaranta stava ormai tramontando l'epoca delle grandi orchestre swing la cui musica aveva fatto il giro del mondo attraverso radio e dischi, musica diffusa capillarmente insieme con le truppe americane negli anni del secondo conflitto mondiale. Negli USA, ma soprattutto a New York, nell'immediato dopoguerra si fece strada un nuovo stile di jazz più radicale, il bebop, una musica per piccoli ensemble, tutta e solo per l'ascolto, destinata a un orecchio da intenditore, con tempi di metronomo rapidissimi, con temi impossibili, vere acrobazie melodiche.
Terminato o ridotto di molto il lavoro con le orchestre, anche i cantanti trovarono un nuovo ruolo nell'ambito del Jazz, sviluppando tecniche e repertori da proporre con lo scarno accompagnamento di una sezione ritmica.
Il vocalese fu uno stile e una tecnica di canto jazz direttamente derivato dal bebop. Nacque ufficialmente negli anni Cinquanta, conobbe un discreto successo fino a metà degli anni Sessanta, poi è rimasto come "pezzo di bravura" nel repertorio di molti cantanti e gruppi jazz e pop.Vocalese ha raggiunto il suo punto più alto 1.957-62
Si tratta di un fenomeno singolare nella storia del jazz, lontano e diverso da altre tecniche di canto jazz, come lo scat e la variazione della melodia. Mentre infatti in queste forme sia testi che temi possono essere sacrificati e disgregati a piacimento dalla fantasia interpretativa del cantante, nel vocalese è richiesta un'assoluta precisione nella riproduzione sia della parte musicale che dei testi e, almeno apparentemente, questo lascia ben poco spazio all'improvvisazione, che è considerata il vero cardine della musica jazz.
Alcuni esponenti di rilievo del vocalese: King Pleasure, Eddie Jefferson, Annie Ross e Jon Hendricks, ma anche Joni Mitchell, Mark Murphy, Aretha Franklin, George Benson, Georgie Fame, l'italiana Mina, Les Double Six, Manhattan Trasfer, New York Voices, Kurt Elling...
Una evoluzione importante di questa tecnica fu il vocalese orchestrato dove un gruppo di cantanti riproduce, oltre gli assoli, anche le parti di insieme o il background di un gruppo strumentale (per esempio un quartetto di saxes, una sezione orchestrale) sempre con l'aggiunta di un testo significante.
Vocalese (termine coniato dal critico Jazz Leonard Feather) (parola composta da (EN) vocalize più il suffisso -ese a indicare un linguaggio) è uno stile canoro jazz in cui le parole sono adattate a melodie originariamente eseguite come composizione orchestrale o improvvisata. Mentre il fraseggio scat adopera parole improvvisate e prive di senso, scelte per il loro suono e andamento ritmico, il vocalese usa una normale versificazione, a volte improvvisata, a volte scritta sulla base di un assolo preregistrato.
Tra i pionieri del vocalese vanno annoverati i nomi di King Pleasure, Eddie Jefferson (che mise in versi la versione di So What dell'album Kind of Blue) e Babs Gonzalez, mentre tra i gruppi più noti figura Lambert, Hendricks e Ross, composto da Jon Hendricks, Dave Lambert e Annie Ross. Il testo di Ross per la canzone Twisted, basato su un'improvvisazione blues del sassofonista Wardell Gray, rappresenta un classico del genere. Un altro classico è l'esecuzione di Ella Fitzgerald di How High The Moon che combina scat, vocalese, e citazioni da Ornithology (una parafrasi della canzone originale). Altri artisti che si sono cimentati con il genere sono Giacomo Gates, Kurt Elling, Al Jarreau, e i Manhattan Transfer che hanno registrato un album omonimo.
Alcuni cantanti, soprattutto Slim Gaillard, Cab Calloway e Leo Watson erano soliti combinare vocalese e scat nello stesso pezzo.
La maggior parte dei versi scritti per il vocalese sono sillabici piuttosto che melismatici, il che porta ad avere versi in cui molte parole vengono cantate rapidamente per adattarsi ad una data frase, specie su pezzi di origine bebop.
http://it.wikipedia.org/wiki/Vocalese
http://en.wikipedia.org/wiki/Vocalese
http://www.jazzitalia.net/lezioni/storia/vocalese/gp_moodysmood.asp
http://www.mobrici.it/JAZZ/jaz9.htm# NASCE IL VOCALESE
http://www.youtube.com/watch?v=jkRXl52gHRQ
http://www.youtube.com/watch?v=h5GXSZK4huA&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=anrXYEAkg8U&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=e8uMdb-WHwc&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=GQu29XaXfbM
http://www.youtube.com/watch?v=JUMXJSOIksU
http://www.youtube.com/watch?v=5q5rLweYfnY
http://www.youtube.com/watch?v=uSnEfqD2WPU
http://www.youtube.com/watch?v=JHUI9puTlZU
http://www.youtube.com/watch?v=fHCozHwni2Q
http://www.youtube.com/watch?v=2FaMtXw2mRE
http://www.youtube.com/watch?v=yv-Fk1PwVeU&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=p_E1dt6d5V0
http://www.youtube.com/watch?v=Aj8lnzS-aPw
http://www.youtube.com/watch?v=DDhgGFBMcIE
http://www.youtube.com/watch?v=AQqyaJxnD60
http://www.youtube.com/watch?v=QPD7uWFyY80&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=I6ry5xiKYRk
http://www.youtube.com/watch?v=R6jHuI9fLnw&playnext=1&list=PLCF41E4993F4B5098
http://www.youtube.com/watch?v=fXsLZ8kGdgU
http://www.youtube.com/watch?v=h6xDB_sEevU
http://www.youtube.com/watch?v=zNTGWcPEWSM&feature=fvst
http://www.youtube.com/watch?v=mvb7Ogpb6hg
http://www.youtube.com/watch?v=CQ9nvljscEk
http://www.youtube.com/watch?v=IneYvt57q5w
http://www.youtube.com/watch?v=-cHYXaMCCIo
http://www.youtube.com/watch?v=T8Ji4uG4cac
http://www.youtube.com/watch?v=PbL9vr4Q2LU
http://www.youtube.com/watch?v=ebxSOrqC1GM
http://www.youtube.com/watch?v=ERpyU7oiDUE
http://www.youtube.com/watch?v=pYKB7Wem744
http://www.youtube.com/watch?v=UBgME-3Lego
http://www.youtube.com/watch?v=H4kj8Y0Svs0&playnext=1&list=PL7E3349E9FA048CC1
http://www.youtube.com/watch?v=rcRQ9t4aX_c&playnext=1&list=PL89DE570316580394
http://www.youtube.com/watch?v=eL8vHOAp9E8
http://www.youtube.com/watch?v=ugy0-t9QBL8&playnext=1&list=PLC344FCD0D21804A9
http://www.youtube.com/watch?v=hhq7fSrXn0c&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=o2LlsMHOKoY&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=dZ3vl4dvI4c
http://www.youtube.com/watch?v=1xlLolCQXH4
http://www.youtube.com/watch?v=8mq4UT4VnbE
http://www.youtube.com/watch?v=gzwCeX4odhA
e Leo Watson
http://www.youtube.com/watch?v=rCjJ5vQwSnM
http://www.youtube.com/watch?v=OmOe27SJ3Yc
http://www.youtube.com/watch?v=ae0I4RlGTJo
http://www.youtube.com/watch?v=gvfNsZaDk-A
Jazz dagli anni 50 agli anni 70
Jazz dagli anni 50 agli anni 70
Ci spostiamo di nuovo negli USA ed esploriamo ora gli stili jazzistici che vanno dagli anni 50 agli anni 70 in particolare ci soffermeremo sul hard bop e sul jazz modale
1940 - 1960
Le mutate condizioni economiche costrinsero alla chiusura la maggior parte delle grandi orchestre. Solo le maggiori sopravvissero: quelle di Duke Ellington, Count Basie, Woody Herman e Stan Kenton furono tra le più longeve, prolungando la loro attività anche negli anni 1960 e oltre.
Charlie Parker, Tommy Potter, Miles Davis, Duke Jordan, Max Roach, 08/1947. Foto Gottlieb.
Attorno al 1945, da un gruppo di giovani musicisti che si ritrovano a tarda ora alle jam session che si tenevano in due locali di Harlem, il Minton's Playhouse e il Monroe's, lo stile, detto dapprima rebop, poi bebop o semplicemente bop, dal suono di una frase ricorrente nei brani tipici di questa nuova musica. Caratterizzato da armonie complesse e tempi velocissimi, il bebop fu tenuta a battesimo dal trombettista Dizzy Gillespie che ne fu il pioniere assieme all'alto sassofonista Charlie Parker - detto Bird o Yardbird. Il successo del nuovo genere, che richiamava un pubblico intellettuale (i bopper attirarono subito l'ammirazione di molti esponenti del movimento letterario beatnik) e molto più ristretto di quello delle big band, mise in luce altri protagonisti del periodo: il pianista e compositore Thelonious Monk e il suo amico (anch'egli pianista) Bud Powell, il batterista Kenny Clarke, i trombettisti Clifford Brown e Fats Navarro, i sassofonisti Sonny Rollins e Sonny Stitt, i batteristi Max Roach e Kenny Clarke. Il bebop fu molto criticato sia come movimento giovanile e fenomeno sociale, sia - per motivi diversi - dal punto di vista musicale. La critica sociale verteva inizialmente sugli aspetti più provocatori dell'atteggiamento e dello stile di vita dei bopper per focalizzarsi poi soprattutto sulla contiguità tra il mondo del jazz e la droga, che agli inizi degli anni 1950, iniziò a mietere vittime di alto profilo tra i jazzisti in generale e tra i bopper in particolare. Billie Holiday, Fats Navarro e Charlie Parker furono solo i più famosi musicisti a trovare la morte a causa della loro dipendenza: molti altri, se non morirono, dovettero subire le conseguenze di questo flagello. Sotto il profilo musicale, alcuni artisti della generazione precedente (che i bopper chiamvano "mouldy figs", fichi ammuffiti) si distinsero come critici particolarmente severi: il più famoso di questi fu senz'altro Louis Armstrong. Altri importanti esponenti della corrente del jazz classico tuttavia, seppero cogliere gli elementi d'interesse contenuti nel nuovo movimento: un nome fra tutti è quello di Coleman Hawkins.
La fine degli anni 40 e la prima metà degli anni 1950 videro una reazione agli aspetti più estremi del movimento bebop, reazione che, dalle sue caratteristiche melodiche e rilassate, prese il nome di cool jazz. Iniziato a New York e nel Midwest dalle esperienze di Miles Davis e Gil Evans (dei quali si ricorda l'album "Birth of the Cool"), Lennie Tristano ed altri, il cool jazz fu il primo stile jazz a radicarsi in California. Molti dei suoi protagonisti furono bianchi: Gerry Mulligan e Chet Baker (che diedero vita ad un famosissimo quartetto), Lee Konitz, Dave Brubeck, i sassofonisti Stan Getz (che fu anche protagonista della fusione del jazz con la musica brasiliana) e Paul Desmond. L'afroamericano John Lewis elaborò l'estetica cool creando un quartetto, il Modern Jazz Quartet, che fuse il jazz con elementi e sonorità derivanti dalla musica classica (soprattutto barocca) europea. Da queste esperienze prese il via un movimento, detto "Third Stream" che cerava di coniugare il jazz con altre esperienze provenienti dalla traizione musicale colta: uno dei suoi maggiori esponenti fu Gunther Schuller.
Il bebop nel frattempo maturò, abbandonando parte delle sue caratteristiche più sperimentali ed evolvendosi in un genere di più facile ascolto che fu chiamato hard-bop, tra i cui protagonisti si ricordano Art Blakey, e i suoi Jazz Messengers, Horace Silver, Miles Davis e le sue classiche formazioni comprendenti John Coltrane, Red Garland, Paul Chambers, Philly Joe Jones, Cannonball Adderley.
Le esperienze di jazz orchestrale continuarono, anche se con difficoltà, con le orchestre di Count Basie, Duke Ellington, Woody Herman, Stan Kenton, e con le originali collaborazioni di Miles Davis e Gil Evans. Il contrabbassista Charles Mingus si segnalò come personaggio di grande spicco alla testa di formazioni allargate (anche se non di organico propriamente orchestrale).
1960-1970
Nel corso di questo decennio il jazz affrontò numerose trasformazioni che finirono per frazionarlo in molteplici stili.
La corrente hard bop iniziò a dividersi tra coloro che seguirono l'esperienza di Miles Davis e John Coltrane nel cosiddetto jazz modale (uno stile musicale meditativo e intellettuale, che vide la sua fondazione nella storica incisione di Davis nel 1959, "Kind of Blue") e quanti invece preferirono avvicinarsi al Rhythm and blues praticando quello che alcuni chiamavano "soul jazz".
Lo stile modale visse il suo periodo più fecondo a cavallo tra la fine degli anni 1950 e la metà degli anni 1960, soprattutto con l'attività del (secondo) quintetto di Miles Davis e del quartetto di Jon Coltrane, finendo col diventare un idioma consolidato della tradizione jazzistica.
Una tendenza senz'altro più radicale e controversa fu determinata dal contemporaneo avvento di uno stile che venne dapprima chiamata "The New Thing" ("La cosa nuova") e in seguito "Free Jazz". Fondato alla fine degli anni 1950 da giovani musicisti quali Ornette Coleman e Cecil Taylor, il free jazz praticava una forma d'improvvisazione collettiva totale la cui conseguenza è la totale frantumazione della maggior parte delle idee tradizionali di forma, armonia, melodia e ritmo. Oltre ad implicare una forte componente di critica politica e sociale, il free incorporava anche una moltitudine di influenze musicali di provenienza Asiatica e Africana. Il free attrasse l'attenzione di molti protagonisti (Charles Mingus, Steve Lacy, Sun Ra), reclutò giovani brillanti (Archie Shepp, Albert Ayler, Pharoah Sanders) e si attirò le aspre critiche di alcuni dei nomi più in vista (Davis e Gillespie tra gli altri) dando origine a polemiche che furono tra le più violente che il jazz avesse mai conosciuto e che durarono decenni senza mai esaurirsi completamente, anche dopo che l'esperienza storica del free jazz poté dirsi conclusa: i critici più accesi affermarono che il free jazz rimuoveva la distinzione tra chi sapeva suonare e chi no. Non v'è comunque dubbio che il movimento free mancasse quasi totalmente della componente popolare che per lungo tempo aveva costituito una delle due anime del jazz, e che fosse seguito quasi esclusivamente dalle elite: questo, negli USA, ne decretò anche un crescente insuccesso commerciale, che diveniva tanto più evidente quanto più si ingigantiva il successo di altri generi musicali contemporanei. Nel free jazz finirono per confluire alcuni esponenti della parte considerata più "colta" del jazz: il più in vista tra questi fu senz'altro John Coltrane, che si avvicinò al movimento free negli ultimi anni della sua vita. Il free ebbe miglior fortuna in Europa, dove molti giovani musicisti lo adottarono come un veicolo che gli permetteva d'incorporare nel linguaggio jazzistico una varietà di contesti musicali e culturali.
Una diversa tendenza stilistica nacque dall'attenzione reciproca che alcuni musicisti jazz e le nuove leve della musica brasiliana si rivolgevano. Già Jelly Roll Morton aveva definito il jazz come una musica che conteneva "sfumature spagnole" (spanish tinge). Questa definizione era stata onorata nel corso degli anni da diversi compositori (un nome per tutti:Duke Ellington) Negli anni 1950 alcuni musicisti, il cui più famoso rappresentante era senz'altro Dizzy Gillespie, avevano coniugato col jazz temi stilistici tipici della musica cubana e latina in generale ("Afro-Cuban bop"). Questo stile si avvaleva dell'apporto e dell'influenza musicisti provenienti dall'america latina (Chano Pozo, Xavier Cugat, Tito Puente, Arturo Sandoval), nonché della strumentazione e delle forme tipiche della tradizione latina. Fu nel solco di questa tradizione che negli anni 1960 gli esponenti del movimento brasiliano detto Bossa Nova (Elizete Cardoso, Antonio Carlos Jobim, Vinicius de Moraes, Joao Gilberto, Luiz Bonfa, Chico Buarque de Hollanda) intrapresero varie collaborazioni con musicisti jazz come Stan Getz e Charlie Byrd creando uno stile noto come jazz samba. Il movimento fu lanciato da una serie di incisioni di Getz, le più famose delle quali, che videro anche la partecipazione di Joao Gilberto e di sua moglie Astrud Gilberto in veste di cantante. Queste lanciarono diversi brani che divennero successi planetari (tra gli altri: La ragazza di Ipanema).
Nella seconda metà degli anni 1960, l'irruzione del fenomeno della musica di massa, che in gran parte s'imperniava sulle generazioni più giovani e sulla loro musica d'elezione, il rock, mise in difficoltà, anche economica, la gran parte dei musicisti jazz. Quelli che non scelsero la critica radicale del free e che non sparirono dalla scena dovettero cambiare stile. Alcuni scelsero di accentuare il carattere funky della loro musica fino ad apparentarla al funky e alla sempre più popolare muscia soull-dance. Una diversa tendenza cercava l'avvicinamento rock e all'elettronica, e portò alla nascita della cosiddetto genere fusion. Molti critici ritengono che fra le prime incisioni fusion vi siano Hot Rats di Frank Zappa, il quale sembrò avvicinarsi al jazz partendo dal rock con quest'album del 1969, ed il doppio album Bitches Brew di Miles Davis (1970). Seguirono poi numerosi protagonisti, cono nomi quali quelli di Weather Report (un supergruppo comprendente alcuni ex musicisti di Miles Davis - Joseph Zawinul e Wayne Shorter - e la nascente stella del basso Jaco Pastorius), Herbie Hancock, il trombettista Freddie Hubbard. Molte di queste esperienze furono bollate dalla critica come commerciali (e alcune indubbiamente lo furono).
Hard-Bop
Il bebop nel maturò, abbandonando parte delle sue caratteristiche più sperimentali ed evolvendosi in un genere di più facile ascolto che fu chiamato hard-bop, tra i cui protagonisti si ricordano Art Blakey, e i suoi Jazz Messengers, Horace Silver, Miles Davis e le sue classiche formazioni comprendenti John Coltrane, Red Garland, Paul Chambers, Philly Joe Jones, Cannonball Adderley.
Le esperienze di jazz orchestrale continuarono, anche se con difficoltà, con le orchestre di Count Basie, Duke Ellington, Woody Herman, Stan Kenton, e con le originali collaborazioni di Miles Davis e Gil Evans. Il contrabbassista Charles Mingus si segnalò come personaggio di grande spicco alla testa di formazioni allargate (anche se non di organico propriamente orchestrale).
http://it.wikipedia.org/wiki/Hard_bop
Artisti principali :
Cannonball Adderley, sax contralto
Donald Byrd, tromba
Art Blakey, batteria
Clifford Brown, tromba - flicorno
Jaki Byard, pianoforte
Sonny Clark, pianoforte
John Coltrane, sax tenore e sax soprano
Miles Davis, tromba
Eric Dolphy, sax alto, flauto, clarinetto, clarinetto basso
Lou Donaldson, sax contralto
Kenny Dorham, tromba
Kenny Drew, piano
Tommy Flanagan
Art Farmer
Curtis Fuller, trombone
Benny Golson, sax tenore
Dexter Gordon, sax tenore
Johnny Griffin, sax tenore
Roy Haynes, batteria
Joe Henderson, sax tenore
Andrew Hill, pianoforte
Freddie Hubbard, tromba - flicorno
Philly Joe Jones, batteria
Jackie McLean, sax contralto
Charles Mingus, contrabbasso - pianoforte
Blue Mitchell, tromba
Hank Mobley, sax tenore
Thelonious Monk, pianoforte
Lee Morgan, tromba
Oliver Nelson, sax alto e tenore
Max Roach, batteria
Horace Silver, pianoforte
Bobby Timmons, piano
Mal Waldron, pianoforte
Il jazz modale
Il jazz modale (modal jazz) è uno degli stili del jazz nato nella seconda metà del '900, la cui pietra fondante è datata anni cinquanta e consiste nel libro di teoria musicale Lydian Chromatic Concept of Tonal Organization (The art and science of tonal gravity) di George Russell. Dal punto di vista discografico, quasi tutti i critici identificano in Kind of Blue di Miles Davis (1959) come il primo album modale della storia del jazz, anche se alcuni lavori precedenti già ne preannunciavano la diffusione, come ad esempio Somethin' else di Julian Cannonball Adderley (1958, con Miles Davis) e Milestones di Miles Davis (1958, con Cannonball Adderley). Altri album notevoli furono in seguito My Favorite Things del 1960 e Impressions del 1963 di John Coltrane e Maiden Voyage di Herbie Hancock del 1965.
http://it.wikipedia.org/wiki/Jazz_modale
http://en.wikipedia.org/wiki/Modal_jazz
By Nuvolotta
Ci spostiamo di nuovo negli USA ed esploriamo ora gli stili jazzistici che vanno dagli anni 50 agli anni 70 in particolare ci soffermeremo sul hard bop e sul jazz modale
1940 - 1960
Le mutate condizioni economiche costrinsero alla chiusura la maggior parte delle grandi orchestre. Solo le maggiori sopravvissero: quelle di Duke Ellington, Count Basie, Woody Herman e Stan Kenton furono tra le più longeve, prolungando la loro attività anche negli anni 1960 e oltre.
Charlie Parker, Tommy Potter, Miles Davis, Duke Jordan, Max Roach, 08/1947. Foto Gottlieb.
Attorno al 1945, da un gruppo di giovani musicisti che si ritrovano a tarda ora alle jam session che si tenevano in due locali di Harlem, il Minton's Playhouse e il Monroe's, lo stile, detto dapprima rebop, poi bebop o semplicemente bop, dal suono di una frase ricorrente nei brani tipici di questa nuova musica. Caratterizzato da armonie complesse e tempi velocissimi, il bebop fu tenuta a battesimo dal trombettista Dizzy Gillespie che ne fu il pioniere assieme all'alto sassofonista Charlie Parker - detto Bird o Yardbird. Il successo del nuovo genere, che richiamava un pubblico intellettuale (i bopper attirarono subito l'ammirazione di molti esponenti del movimento letterario beatnik) e molto più ristretto di quello delle big band, mise in luce altri protagonisti del periodo: il pianista e compositore Thelonious Monk e il suo amico (anch'egli pianista) Bud Powell, il batterista Kenny Clarke, i trombettisti Clifford Brown e Fats Navarro, i sassofonisti Sonny Rollins e Sonny Stitt, i batteristi Max Roach e Kenny Clarke. Il bebop fu molto criticato sia come movimento giovanile e fenomeno sociale, sia - per motivi diversi - dal punto di vista musicale. La critica sociale verteva inizialmente sugli aspetti più provocatori dell'atteggiamento e dello stile di vita dei bopper per focalizzarsi poi soprattutto sulla contiguità tra il mondo del jazz e la droga, che agli inizi degli anni 1950, iniziò a mietere vittime di alto profilo tra i jazzisti in generale e tra i bopper in particolare. Billie Holiday, Fats Navarro e Charlie Parker furono solo i più famosi musicisti a trovare la morte a causa della loro dipendenza: molti altri, se non morirono, dovettero subire le conseguenze di questo flagello. Sotto il profilo musicale, alcuni artisti della generazione precedente (che i bopper chiamvano "mouldy figs", fichi ammuffiti) si distinsero come critici particolarmente severi: il più famoso di questi fu senz'altro Louis Armstrong. Altri importanti esponenti della corrente del jazz classico tuttavia, seppero cogliere gli elementi d'interesse contenuti nel nuovo movimento: un nome fra tutti è quello di Coleman Hawkins.
La fine degli anni 40 e la prima metà degli anni 1950 videro una reazione agli aspetti più estremi del movimento bebop, reazione che, dalle sue caratteristiche melodiche e rilassate, prese il nome di cool jazz. Iniziato a New York e nel Midwest dalle esperienze di Miles Davis e Gil Evans (dei quali si ricorda l'album "Birth of the Cool"), Lennie Tristano ed altri, il cool jazz fu il primo stile jazz a radicarsi in California. Molti dei suoi protagonisti furono bianchi: Gerry Mulligan e Chet Baker (che diedero vita ad un famosissimo quartetto), Lee Konitz, Dave Brubeck, i sassofonisti Stan Getz (che fu anche protagonista della fusione del jazz con la musica brasiliana) e Paul Desmond. L'afroamericano John Lewis elaborò l'estetica cool creando un quartetto, il Modern Jazz Quartet, che fuse il jazz con elementi e sonorità derivanti dalla musica classica (soprattutto barocca) europea. Da queste esperienze prese il via un movimento, detto "Third Stream" che cerava di coniugare il jazz con altre esperienze provenienti dalla traizione musicale colta: uno dei suoi maggiori esponenti fu Gunther Schuller.
Il bebop nel frattempo maturò, abbandonando parte delle sue caratteristiche più sperimentali ed evolvendosi in un genere di più facile ascolto che fu chiamato hard-bop, tra i cui protagonisti si ricordano Art Blakey, e i suoi Jazz Messengers, Horace Silver, Miles Davis e le sue classiche formazioni comprendenti John Coltrane, Red Garland, Paul Chambers, Philly Joe Jones, Cannonball Adderley.
Le esperienze di jazz orchestrale continuarono, anche se con difficoltà, con le orchestre di Count Basie, Duke Ellington, Woody Herman, Stan Kenton, e con le originali collaborazioni di Miles Davis e Gil Evans. Il contrabbassista Charles Mingus si segnalò come personaggio di grande spicco alla testa di formazioni allargate (anche se non di organico propriamente orchestrale).
1960-1970
Nel corso di questo decennio il jazz affrontò numerose trasformazioni che finirono per frazionarlo in molteplici stili.
La corrente hard bop iniziò a dividersi tra coloro che seguirono l'esperienza di Miles Davis e John Coltrane nel cosiddetto jazz modale (uno stile musicale meditativo e intellettuale, che vide la sua fondazione nella storica incisione di Davis nel 1959, "Kind of Blue") e quanti invece preferirono avvicinarsi al Rhythm and blues praticando quello che alcuni chiamavano "soul jazz".
Lo stile modale visse il suo periodo più fecondo a cavallo tra la fine degli anni 1950 e la metà degli anni 1960, soprattutto con l'attività del (secondo) quintetto di Miles Davis e del quartetto di Jon Coltrane, finendo col diventare un idioma consolidato della tradizione jazzistica.
Una tendenza senz'altro più radicale e controversa fu determinata dal contemporaneo avvento di uno stile che venne dapprima chiamata "The New Thing" ("La cosa nuova") e in seguito "Free Jazz". Fondato alla fine degli anni 1950 da giovani musicisti quali Ornette Coleman e Cecil Taylor, il free jazz praticava una forma d'improvvisazione collettiva totale la cui conseguenza è la totale frantumazione della maggior parte delle idee tradizionali di forma, armonia, melodia e ritmo. Oltre ad implicare una forte componente di critica politica e sociale, il free incorporava anche una moltitudine di influenze musicali di provenienza Asiatica e Africana. Il free attrasse l'attenzione di molti protagonisti (Charles Mingus, Steve Lacy, Sun Ra), reclutò giovani brillanti (Archie Shepp, Albert Ayler, Pharoah Sanders) e si attirò le aspre critiche di alcuni dei nomi più in vista (Davis e Gillespie tra gli altri) dando origine a polemiche che furono tra le più violente che il jazz avesse mai conosciuto e che durarono decenni senza mai esaurirsi completamente, anche dopo che l'esperienza storica del free jazz poté dirsi conclusa: i critici più accesi affermarono che il free jazz rimuoveva la distinzione tra chi sapeva suonare e chi no. Non v'è comunque dubbio che il movimento free mancasse quasi totalmente della componente popolare che per lungo tempo aveva costituito una delle due anime del jazz, e che fosse seguito quasi esclusivamente dalle elite: questo, negli USA, ne decretò anche un crescente insuccesso commerciale, che diveniva tanto più evidente quanto più si ingigantiva il successo di altri generi musicali contemporanei. Nel free jazz finirono per confluire alcuni esponenti della parte considerata più "colta" del jazz: il più in vista tra questi fu senz'altro John Coltrane, che si avvicinò al movimento free negli ultimi anni della sua vita. Il free ebbe miglior fortuna in Europa, dove molti giovani musicisti lo adottarono come un veicolo che gli permetteva d'incorporare nel linguaggio jazzistico una varietà di contesti musicali e culturali.
Una diversa tendenza stilistica nacque dall'attenzione reciproca che alcuni musicisti jazz e le nuove leve della musica brasiliana si rivolgevano. Già Jelly Roll Morton aveva definito il jazz come una musica che conteneva "sfumature spagnole" (spanish tinge). Questa definizione era stata onorata nel corso degli anni da diversi compositori (un nome per tutti:Duke Ellington) Negli anni 1950 alcuni musicisti, il cui più famoso rappresentante era senz'altro Dizzy Gillespie, avevano coniugato col jazz temi stilistici tipici della musica cubana e latina in generale ("Afro-Cuban bop"). Questo stile si avvaleva dell'apporto e dell'influenza musicisti provenienti dall'america latina (Chano Pozo, Xavier Cugat, Tito Puente, Arturo Sandoval), nonché della strumentazione e delle forme tipiche della tradizione latina. Fu nel solco di questa tradizione che negli anni 1960 gli esponenti del movimento brasiliano detto Bossa Nova (Elizete Cardoso, Antonio Carlos Jobim, Vinicius de Moraes, Joao Gilberto, Luiz Bonfa, Chico Buarque de Hollanda) intrapresero varie collaborazioni con musicisti jazz come Stan Getz e Charlie Byrd creando uno stile noto come jazz samba. Il movimento fu lanciato da una serie di incisioni di Getz, le più famose delle quali, che videro anche la partecipazione di Joao Gilberto e di sua moglie Astrud Gilberto in veste di cantante. Queste lanciarono diversi brani che divennero successi planetari (tra gli altri: La ragazza di Ipanema).
Nella seconda metà degli anni 1960, l'irruzione del fenomeno della musica di massa, che in gran parte s'imperniava sulle generazioni più giovani e sulla loro musica d'elezione, il rock, mise in difficoltà, anche economica, la gran parte dei musicisti jazz. Quelli che non scelsero la critica radicale del free e che non sparirono dalla scena dovettero cambiare stile. Alcuni scelsero di accentuare il carattere funky della loro musica fino ad apparentarla al funky e alla sempre più popolare muscia soull-dance. Una diversa tendenza cercava l'avvicinamento rock e all'elettronica, e portò alla nascita della cosiddetto genere fusion. Molti critici ritengono che fra le prime incisioni fusion vi siano Hot Rats di Frank Zappa, il quale sembrò avvicinarsi al jazz partendo dal rock con quest'album del 1969, ed il doppio album Bitches Brew di Miles Davis (1970). Seguirono poi numerosi protagonisti, cono nomi quali quelli di Weather Report (un supergruppo comprendente alcuni ex musicisti di Miles Davis - Joseph Zawinul e Wayne Shorter - e la nascente stella del basso Jaco Pastorius), Herbie Hancock, il trombettista Freddie Hubbard. Molte di queste esperienze furono bollate dalla critica come commerciali (e alcune indubbiamente lo furono).
Hard-Bop
Il bebop nel maturò, abbandonando parte delle sue caratteristiche più sperimentali ed evolvendosi in un genere di più facile ascolto che fu chiamato hard-bop, tra i cui protagonisti si ricordano Art Blakey, e i suoi Jazz Messengers, Horace Silver, Miles Davis e le sue classiche formazioni comprendenti John Coltrane, Red Garland, Paul Chambers, Philly Joe Jones, Cannonball Adderley.
Le esperienze di jazz orchestrale continuarono, anche se con difficoltà, con le orchestre di Count Basie, Duke Ellington, Woody Herman, Stan Kenton, e con le originali collaborazioni di Miles Davis e Gil Evans. Il contrabbassista Charles Mingus si segnalò come personaggio di grande spicco alla testa di formazioni allargate (anche se non di organico propriamente orchestrale).
http://it.wikipedia.org/wiki/Hard_bop
Artisti principali :
Cannonball Adderley, sax contralto
Donald Byrd, tromba
Art Blakey, batteria
Clifford Brown, tromba - flicorno
Jaki Byard, pianoforte
Sonny Clark, pianoforte
John Coltrane, sax tenore e sax soprano
Miles Davis, tromba
Eric Dolphy, sax alto, flauto, clarinetto, clarinetto basso
Lou Donaldson, sax contralto
Kenny Dorham, tromba
Kenny Drew, piano
Tommy Flanagan
Art Farmer
Curtis Fuller, trombone
Benny Golson, sax tenore
Dexter Gordon, sax tenore
Johnny Griffin, sax tenore
Roy Haynes, batteria
Joe Henderson, sax tenore
Andrew Hill, pianoforte
Freddie Hubbard, tromba - flicorno
Philly Joe Jones, batteria
Jackie McLean, sax contralto
Charles Mingus, contrabbasso - pianoforte
Blue Mitchell, tromba
Hank Mobley, sax tenore
Thelonious Monk, pianoforte
Lee Morgan, tromba
Oliver Nelson, sax alto e tenore
Max Roach, batteria
Horace Silver, pianoforte
Bobby Timmons, piano
Mal Waldron, pianoforte
Il jazz modale
Il jazz modale (modal jazz) è uno degli stili del jazz nato nella seconda metà del '900, la cui pietra fondante è datata anni cinquanta e consiste nel libro di teoria musicale Lydian Chromatic Concept of Tonal Organization (The art and science of tonal gravity) di George Russell. Dal punto di vista discografico, quasi tutti i critici identificano in Kind of Blue di Miles Davis (1959) come il primo album modale della storia del jazz, anche se alcuni lavori precedenti già ne preannunciavano la diffusione, come ad esempio Somethin' else di Julian Cannonball Adderley (1958, con Miles Davis) e Milestones di Miles Davis (1958, con Cannonball Adderley). Altri album notevoli furono in seguito My Favorite Things del 1960 e Impressions del 1963 di John Coltrane e Maiden Voyage di Herbie Hancock del 1965.
http://it.wikipedia.org/wiki/Jazz_modale
http://en.wikipedia.org/wiki/Modal_jazz
By Nuvolotta
Il jazz modale
Il jazz modale
Il jazz modale (modal jazz) è uno degli stili del jazz nato nella seconda metà del '900, la cui pietra fondante è datata anni cinquanta e consiste nel libro di teoria musicale Lydian Chromatic Concept of Tonal Organization (The art and science of tonal gravity) di George Russell. Dal punto di vista discografico, quasi tutti i critici identificano in Kind of Blue di Miles Davis (1959) come il primo album modale della storia del jazz, anche se alcuni lavori precedenti già ne preannunciavano la diffusione, come ad esempio Somethin' else di Julian Cannonball Adderley (1958, con Miles Davis) e Milestones di Miles Davis (1958, con Cannonball Adderley). Altri album notevoli furono in seguito My Favorite Things del 1960 e Impressions del 1963 di John Coltrane e Maiden Voyage di Herbie Hancock del 1965.
Principi
Il jazz modale sostanzialmente svincola la progressione degli accordi dalla tonalità del brano (cioè non richiede che gli accordi siano necessariamente rispondenti alle regole dell'armonia tonale, ossia costruiti per armonizzazione dei vari gradi della tonalità). Inoltre associa ad ogni accordo differenti scale "modali", ciascuna con una sua tonica, dalle molteplici e differenti sfumature, sempre in maniera indipendente e svincolata dalla tonalità. Nell'analizzare questo genere musicale si può infatti parlare di applicazione successiva di differenti scale modali (non necessariamente diatoniche, ma ad esempio anche pentatoniche) invece che di successione di accordi: nella composizione di frasi e periodi musicali si usano frammenti di scale modali fra loro in relazione, mentre il passaggio da un periodo ad un altro (caratterizzato da altro accordo o scala modale) avviene mediante particolari soluzioni melodiche, senza che i suoni siano mai in evidente relazione con una tonalità. Si ragiona quindi prevalentemente in maniera scalare (ossia pensando "per scale") e le stesse armonizzazioni e costruzioni di accordi possono muovere su tutta l'estensione di una data scala, potendo impiegare potenzialmente qualsiasi nota. Viene così a perdersi la simbiosi tra armonia e melodia che aveva contraddistinto tutta la produzione jazzistica fino all'avvento del jazz modale.
Nasce come reazione al Bebop e all'Hard bop, che avevano incrementato le strutture jazzistiche con progressioni armoniche di tipo tonale caratterizzate da numerosi accordi diversi e numerose sostituzioni armoniche, spesso accompagnate da un ritmo ossessivo, opponendo ad essi la ricerca di una situazione musicale più distesa e di maggior distensione sia sul tempo che sull'armonia.
Il metodo sortisce i suoi primi effetti alla fine degli anni cinquanta e si sviluppa anche nella metà degli anni sessanta con l'intento di portare innovazione nel linguaggio jazzistico e soprattutto per distaccarsi dall'aggressività dell'Hard bop.
Inoltre questo nuovo stile sfruttava scale sostitutive, accordi (svincolati dalla tonalità) costruiti per intervalli di quarta o quinta (anziché per terze, come nella musica tonale tradizionale) e più libertà nel fraseggio.
Aspetti tecnici
Primi autori utilizzatori del '900 furono Miles Davis, e Bill Evans corresponsabile, perché detentore della parte armonica e perché precedentemente lavorò alla corte del pianista George Russell, inventore di questo metodo. Inoltre Russell ci indica anche John Coltrane col suo lavoro Giant Steps. I voicing vengono sviluppati su poche scale armoniche prestabilite e spostati su di esso, senza "cadenzare" (ricordiamo "So What" e "Milestones"). Le scale non derivano più da alcun sistema, sono indipendenti, ma collegabili tra loro. In seguito troviamo Wayne Shorter come principale compositore ed esecutore di brani modali complessi. Alcune regole:
- Si possono usare progressioni tipiche e appartenenti ad un dato sistema scalare.
- Si possono creare collegamenti scalari nuovi, armonizzando più o meno le scale tra loro
- I metodi usati sono i vecchi sistemi di collegamento tra le scale:
collegamento tramite un basso comune a più battute o pedale, mentre la parte armonica superiore varia.
collegamento tramite il legame della nota caratteristica tra le scale. - I metodi moderni (Persichetti, Miller) propongono un riutilizzo delle vecchie scale modali in chiave moderna.
- Le scale vengono ordinate in base alle sfumature di colore tra loro: dalla più chiara alla più scura. Si va dalla:
- Lidia
- Ionica
- Misolidia
- Dorica
- Eolia
- Frigia
- Locria
http://it.wikipedia.org/wiki/Musica_modale
http://en.wikipedia.org/wiki/Modal_jazz
I principali artisti
- http://www.georgerussell.com/
- http://it.wikipedia.org/wiki/George_Russell
- http://it.wikipedia.org/wiki/Mulgrew_Miller
- http://it.wikipedia.org/wiki/Andrew_Hill
- http://it.wikipedia.org/wiki/Kate_Higgins
- http://it.wikipedia.org/wiki/McCoy_Tyner
- http://it.wikipedia.org/wiki/Mal_Waldron
- http://it.wikipedia.org/wiki/Onaje_Allan_Gumbs
- http://it.wikipedia.org/wiki/Jackie_McLean
- http://it.wikipedia.org/wiki/Don_Cherry
- http://it.wikipedia.org/wiki/Michiel_Braam
- http://it.wikipedia.org/wiki/Titi_Robin
- http://it.wikipedia.org/wiki/Don_Ellis
- http://it.wikipedia.org/wiki/Anouar_Brahem
- http://it.wikipedia.org/wiki/Theo_J%C3%B6rgensmann
- http://it.wikipedia.org/wiki/Elvin_Jones
- http://it.wikipedia.org/wiki/Frank_Wess-
- http://it.wikipedia.org/wiki/Miles_Davis
- http://it.wikipedia.org/wiki/Larry_Young
- http://it.wikipedia.org/wiki/Herbie_Hancock
- http://it.wikipedia.org/wiki/Horace_Silver
- http://it.wikipedia.org/wiki/Alice_Coltrane
- http://it.wikipedia.org/wiki/John_Coltrane
- http://it.wikipedia.org/wiki/Wayne_Shorter
- http://it.wikipedia.org/wiki/Terence_Blanchard
- http://it.wikipedia.org/wiki/Bill_Evans_(pianista)
Il latin jazz
Il latin jazz
Latin jazz (jazz latino-americano) è il termine dato generalmente a quella musica che unisce i ritmi dell'America Latina (di provenienza africana), con le melodie jazz del Sud America, dei Caraibi, degli USA e dell'Europa. Il latin jazz si divide in due categorie principali: il brasiliano e l'afro-cubano.
latin jazz brasiliano: comprende la bossa nova, il samba e la sua evoluzione jazz samba.
latin jazz afro cubano: comprende la salsa, il merengue, il mambo, il bolero, il cha-cha-cha, ed altri.
Il latin jazz è il contributo dei musicisti latino-americani alla musica jazz. Divenne popolare nel 1940, quando Dizzy Gillespie e Stan Kenton iniziarono a suonare brani di musica afro-cubana con strumenti jazz, assemblando la parte melodica, suonata come gli standard, con la parte ritmica, suonata al modo latino-americano, enfatizzando poi il ritmo negli assolo. Stan Kenton realizzò un arrangiamento del btrano afro-cubano The Peanut Vendor, che viene considerato come il primo brano di latin jazz registrato negli USA.
Nel 1947 Dizzy Gillespie, con Machito e Chano Pozo, compose l'Afro-cuban Drums Suite, rappresentata poi al Carnegie Hall di New York. Tale concerto divulgò il latin jazz fra il grande pubblico. Altro brano famoso di Dizzy di questo periodo è Cubano be Cubano bop.
Il samba nasce nel XIX secolo come espressione della musica Afro-brasiliana. La bossa nova è un tempo musicale ibrido, derivato dal ritmo del samba; nasce negli anni 1960, grazie al contributo dei brasiliani Antonio Carlos Jobim e Joao Gilberto, insieme all'americano Stan Getz. Il brano più famoso è Garota de Ipanema, composto da Antonio Carlos Jobim e Vinicius de Moraes e resa celebre da Joao Gilberto e da sua moglie Astrud.
Il latin jazz, così come gli altri stili di jazz, può essere suonato sia da piccoli complessi che da grandi orchestre, che di solito lasciano l'improvvisazione degli assolo alla sezione ritmica.
La bossa nova
Una miscela di jazz tipo West Coast Cool, armonie classiche europee e seducenti ritmi di samba brasiliana, bossa nova o più correttamente "jazz brasiliano", ha raggiunto le circa degli Stati Uniti 1962.
Il sottile ma ipnotico di chitarra acustica ritmi accento semplici melodie cantate in uno (o entrambi), portoghese o inglese. Lanciato da Joao brasiliani 'Gilberto e Antonio Carlos Jobim, questa alternativa ai 60's Hard Bop e agli stili di Free Jazz, diventa popolare nel West Coast attraverso il chitarrista Charlie Byrd e il sassofonista Stan Getz.
Bossa nova (in portoghese "nuova onda") è un genere musicale, nato in Brasile alla fine degli anni '50, che trae origine dal samba, in particolare nella forma detta samba canção e, in genere, dalla tradizione musicale brasiliana. È ispirato culturalmente dalla "rive gauche" francese, dalle atmosfere minimaliste di certa musica europea e statunitense dell'epoca, ma soprattutto, dalla atmosfera di rinascita economica e nazionalista del Brasile di Juscelino Kubitschek.
I padri e co-inventori della bossa nova sono comunemente considerati il compositore emusicista Antonio Carlos Jobim, il poeta Vinicius de Moraes e il cantante e chitarrista João Gilberto. I precedenti però si trovano in Dorival Caymmi e nel tipo di samba-cançao da lui elaborato e, più indietro ancora nel tempo, in alcune composizioni originali di Ernesto Nazareth. Labossa nova è un samba suonato in modo generalmente minimalista, spesso soffuso, senza particolare enfasi vocale e senza vibrato, su ritmo lento, se non lentissimo (difficilmente supera gli 80 battiti per minuto), ma con un incedere incalzante dovuto, normalmente, al caratteristico stile chitarristico attribuito, principalmente, a João Gilberto.
La "batida", così fu soprannominato lo stile tipico di Gilberto e dei suoi seguaci, è un modo particolare di usare la mano destra sulle corde della chitarra: senza arpeggio, ma alternando il pollice sui bassi al contemporaneo pizzicare le corde delle altre dita (al modo già usato dai brasiliani), spesso con il tapping della mano sinistra. La particolarità è però di natura soprattutto ritmico-armonica. Infatti l'accompagnamento è costruito a partire da una linea continua semitonale di bassi discendenti, e ciò dà la sensazione che il ritmo della chitarra sembra essere sempre in "recupero" sul tempo.
La data ufficiale di nascita della bossa nova è generalmente fatta coincidere con l'uscita, nel 1958, del disco Canção do amor demais dellacantante Elizete Cardoso, su musiche di Antonio Carlos Jobim e testi di Vinicius de Moraes, che conteneva la canzone Chega de saudadenella quale suonava proprio João Gilberto.
Il successo di Chega de saudade, prima nell'interpretazione di Elizete Cardoso, ma soprattutto nella successiva versione dello stessoGilberto, fu clamoroso. La canzone è considerata all'unanimità il primo esempio completo di stile bossa nova, soprattutto per la presenza della caratteristica "batida" che tutti in Brasile cercheranno di imitare.
La fama internazionale per la bossa nova arriva nei primi anni '60 ad opera di João Gilberto. In seguito il sassofonista jazz Stan Getz importa i ritmi brasiliani nel suo disco del 1962 Jazz Samba (con il chitarrista Charlie Byrd), poi realizza un album (Getz/Gilberto) con i protagonisti del nuovo genere, Antonio Carlos Jobim e João Gilberto, ottenendo in entrambi i casi un clamoroso successo commerciale.
Le canzoni lanciate da João Gilberto Desafinado, Garota de Ipanema, Saudade da Bahja, Rosa Morena, (le ultime due prese dal repertorio di Caymmi), È luxo sò (di Ary Barroso), Maria Ninguém (di Carlos Lyra) diventarono veri standard e resero la bossa nova uno dei generi più in voga negli anni sessanta influenzando tutta la musica mondiale.
Protagonisti ed interpreti
Luiz Bonfá
Ronaldo Bôscoli
Chico Buarque
Antonio Carlos Jobim
Vinicius de Moraes
Stan Getz
Astrud Gilberto
João Gilberto
Nara Leão
Edu Lobo
Carlos Lyra
Sergio Mendes
Roberto Menescal
Newton Mendonça
Baden Powell
Elis Regina
Sylvinha Telles
Toquinho
Il samba baiano
Il samba baiano ha trovato i suoi massimi interpreti in Dorival Caimmy, Wilson Simonal e Jorge Ben Jor, e poi in Joao Gilberto, che dal samba si spinge, insieme a Jobim, fino alla bossa nova, una forma di samba molto raffinata che, grazie a Jobim, utilizza armonizzazioni molto complesse ricavate dalle tecniche semitonali del jazz. Fu esportato con successo in Europa da Tati Casoni.
Il jazz samba
Con jazz samba (o jazz-samba) si intende un particolare stile musicale che fonde il jazz con i ritmi, gli strumenti, la melodia tipici della bossa nova brasiliana.
Il nome deriva dal titolo di quello che è comunemente ritenuto il primo disco del genere, Jazz Samba, appunto, di Stan Getz e Charlie Byrd, del 1962. La retrocopertina del disco recita opportunamente: "Two jazz solist play, fresh, contemporary sounds from modern brasilian folk music".
In precedenza, nell'ambito della musica leggera o cinematografico e in ambito jazz, si era utilizzato il termine samba per indicare brani, normalmente ballabili, suonati da grandi orchestre, sui ritmi tropicali tipici del carnevale e dello stereotipato "folklore" carioca così come veniva avvertito negli Stati Uniti. Analogamente per quanto avveniva con i ritmi caraibici, tanto di moda negli anni cinquanta, e cubani.
L'ingresso della musica brasiliana negli Stati Uniti risale agli anni venti, ma ha i suoi momenti di massima popolarità negli anni '30 e soprattutto negli anni quaranta.
Un primo esempio è il film musicale Flying Down to Rio del 1933 (Carioca) con Fred Astaire e Ginger Rogers.
È il grande successo della cantante, ballerina e attrice Carmen Miranda che, dai primi anni quaranta, impone in tutti gli Stati Uniti (e da qui nel resto del mondo) la musica ed il folklore brasiliano. Famosa per i suoi copricapo "tutti-frutti" (tipicamente un casco di banane che usava per rimediare alla sua piccola statura), diventa nel 1945 la più pagata artista hollywoodiana. Paradossalmente, Carmen Miranda era portoghese, ma diventa il simbolo della spensieratezza attribuita allo stile di vita di Rio de Janeiro, di Copacabana, delle spiagge, dei locali notturni e dei luoghi "alla moda" dell'assolato Brasile.
Siamo negli anni in cui, a causa della seconda guerra mondiale, i magnati di Hollywood e il governo di Washington spinsero al massimo la diffusione del prodotto hollywoodiano più frivolo importando qualsiasi cosa potesse compiacere il gusto del pubblico. Il Sud America fu uno dei luoghi da cui si importarono stili, cliché e tanta musica. È di quegli anni, il successo di Amado mio, Ultima vez, Brazil e Tico Tico e l'introduzione dei ritmi cubani e messicani, adattati al gusto nord-americano, che sono conosciuti come salsa, rumba, mambo, chachachá.
Altri esempi della penetrazione della musica brasiliana (e dell'America Latina in genere), rivista ed adattata dall'industria dello spettacolo statunitense, sono i film della Disney a cartoni animati, Saludos Amigos (del 1943) e The Three Caballeros (del 1945), che introducono alcune canzoni divenute "standard" e simboli musicali dello stereotipo del Brasile: Tico Tico, Brazil e Bahia.
Tico Tico, tipico esempio di choro per chitarra (Tico-Tico no Fubá), fu inciso anche da Charlie Parker nel 1951 nel suo disco "latino" prodotto da Norman Granz.
Il jazz inizia a contaminarsi con i ritmi sudamericani nella seconda metà degli anni '40. Tra i primi, Dizzy Gillespie che, nella sua grande orchestra, inizierà a a mescolare il suo be bop con il calypso caraibico (un po' per rendere più accessibile la sua musica al tempo suonata da una orchestra che difficilmente poteva definirsi "da ballo", un po' perché realmente appassionato del genere). Il grande trombettista rimarrà sempre legato ai ritmi cubani e caraibici per tutta la sua lunga carriera.
Un tentativo degno di nota, ma poco fortunato, fu quello dell'altosassofonista "cool" Bud Shank che, nel 1953, incise due album con Laurindo Almeida, chitarrista brasiliano scoperto a Rio de Janeiro da Stan Kanton e con la cui orchestra aveva suonato negli Stati Uniti. Il risultato, i due volumi Brazilliance, sono considerati un anticipo della bossa nova. Stan Kanton stesso, negli anni cinquanta non rimase indifferente ai ritmi del samba e Almeida continuò a suonare il suo jazz "brasiliano" approfittando anche dell'esplosione del genere nei primi anni sessanta.
Fu, infatti, solo nel 1962, e nei due anni successivi, che si ebbero i primi veri grandi esempi di "fusion" tra il jazz e i ritmi brasiliani, anche perché, nel frattempo, era nata la bossa nova per opera principalmente di Antonio Carlos Jobim, Vinicius de Moraes, João Gilberto e i ragazzi che si riunivano a casa di Nara Leão a Rio de Janeiro. Tra i più importanti, oltre al citato Jazz Samba, sono i successivi dischi di Stan Getz con Luiz Bonfá e soprattutto con João Gilberto e Astrud Gilberto (con il successo di Garota de Ipanema) e l'album di Jobim con Frank Sinatra del 1967.
Dal successo di quei primi esempi di "fusion" tra due generi così diversi, ma che seppero così bene convivere, molti tra i principali jazzisti americani tentarono di ripercorrere la strada intrapresa da Getz e interpretarono a loro modo la musica brasiliana. Tra questi Dizzy Gillespie, Sonny Rollins, Coleman Hawkins, Cannonball Adderley e molti altri musicisti e cantanti americani per i quali era un "must" realizzare dischi in coppia con i brasiliani più in voga.
Il 1962 fu un anno estremante prolifico in tal senso. Pur senza incidere la celebre Desafinado, il primo disco americano con "bossa nova" nel titolo suonato da musicisti brasiliani fu probabilmente Cannonball's Bossa Nova di Cannonball Adderley che lo realizzò per la Riverside nel dicembre del 1962 con una straordinaria formazione che comprendeva alcuni reduci dal concerto alla Carnegie Hall come Sergio Mendes e i membri del suo gruppo, tra i quali il batterista Dom Um Romao. Persino Coleman Hawkins sarà, suo malgrado, coinvolto nella frenesia di cavalcare l'onda della musica brasiliana in un non riuscitissimo disco prodotto dalla Impulse! Records intitolato Desafinado: Coleman Hawkins plays Bossa Nova & Jazz Samba. Il grande tenor-sassofonista non poteva essere da meno di Stan Getz, quindi già nel settembre del 1962 "Hawk" fu mandato da Bob Thiele in sala d'incisione con un gruppo non del tutto all'altezza per registrare i nuovi classici di Jobim e soci. Miles Davis l'anno successivo non poté sottrarsi alla moda e nel disco realizzato con l'orchestra di Gil Evans, Quiet Nights registrò una bella versione di Corcovado.
Tra i più attivi nel diffondere il nuovo stile negli Stati Uniti, la casa discografica Verve Records e Creed Tylor che produssero i dischi di Astrud Gilberto, Stan Getz e Antonio Carlos Jobim, ma anche la Columbia Records che per prima pubblicò, senza successo, i famosi dischi brasiliani di João Gilberto.
In seguito divennero popolarissimo il brasiliano Sergio Mendes che, con le sue orchestre, mantenne elevata la popolarità della Musica Popolare Brasiliana (o MPB) negli Stati Uniti e la introdusse in Giappone portando all'estero anche molta musica brasiliana emersa dopo il boom della bossa nova.
Ancora, Chick Corea, maestro della fusion, utilizzò spesso, in modo innovativo, il ritmo brasiliano (proprio all'epoca in cui suonava con Getz).
Da ricordare, infine, Herbie Mann, flautista e grande "contaminatore", che già negli anni '50 aveva inserito delle congas nella sua formazione (influenzato dalla musica africana) e che contribuirà a sostenere il successo della bossa nova già nei primi anni '60 (con un disco di bossa nova registrato a Rio con Mendes), e che poi non disdegnerà di suonare reggae, funk e qualsiasi cosa gli capitasse all'orecchio.
Il nome di Stan Getz è rimasto sinonimo di jazz e bossa nova. Lo stile jazz samba (che però, come detto, è principalmente bossa nova) è diventato consuento e parte integrante del linguaggio jazzistico come nei decenni precedenti lo erano stati il blues, la musica di Tin Pan Alley e quella dei grandi compositori americani. Le grandi canzoni di Jobim, soprattutto, sono divenute degli "standard" del jazz e della musica d'intrattenimento al pari di quelle di Cole Porter e Irving Berlin.
Col tempo l'interesse per lo stile bossa nova è un po' declinato ed è spesso associato alla musica da "night-club" come forma di intrattenimento "d'atmosfera" per la rilassatezza delle sue linee melodiche suonate su una base ritmica "soft" che manca della forza della originale "batida" così come l'avevano intesa João Gilberto, Jobim e i loro seguaci.
Paradossalmente, l'incontro tra i due principali generi musicali del continente americano, non avvenne per opera di coloro che li avevano inventati e ne avevano fatto la storia e stabilito le caratteristiche.
Il jazz nordamericano è sostanzialmente dovuto all'influenza dei ritmi africani mescolati con la musica europea e folcloristica dei bianchi. Allo stesso modo, ma con modalità completamente diverse, la musica brasiliana, nasce dall'unione dei ritmi importati dagli schiavi con la musica portoghese e dai ritmi indigeni (la musica brasiliana, come il suo popolo, ha tre anime).
In entrambe le situazioni, tradizione musicale europea, tradizioni religiose (protestanti al nord, cattoliche al sud), si sono mescolate al temperamento dei neri che sono stati i maggiori interpreti, innovatori e animatori della musica dei due sub-continenti.
La vera "fusion" tra il jazz nordamericano ed il samba (musica) brasiliano (nella loro forma più moderna) avviene invece ad opera di musicisti bianchi. La bossa nova era una forma di samba totalmente reinventato da un gruppo eterogeneo come collocazione geografica, ma del tutto omogeneo come caratteristiche sociali: si trattava di bianchi della società borghese, modernista e ispirata dal nuovo vento di risveglio economico e nazionalistico, del Brasile di Juscelino Kubitschek. Il jazz con cui si fuse, ad opera dei suoi stessi inventori, negli Stati Uniti nei primi anni sessanta, era quello di un musicista di successo come Stan Getz, che molto doveva al vero jazz nero, ma che era uno dei maggiori esponenti della musica più cool, amata dal grande pubblico, bianco, quello che comperava i dischi e votava nei referendum delle testate specializzate.
In ogni caso, il jazz nero stava già cambiando in modo vorticoso negli stessi anni (ad esempio per opera di John Coltrane) e poco dopo anche la musica brasiliana sarebbe cambiata.
Discografia essenziale
Brazilliance, Vol. 1 e Vol.2 - Laurindo Almeida & Bud Shank - 1953 - 1958
Jazz Samba - Stan Getz & Charlie Byrd - 1962
Do The Bossa Nova with Herbie Mann - Herbie Mann - 1962
Getz/Gilberto - Stan Getz & João Gilberto - 1964
http://it.wikipedia.org/wiki/Bossa_nova
http://it.wikipedia.org/wiki/Jazz_samba
http://it.wikipedia.org/wiki/Latin_jazz
Latin jazz (jazz latino-americano) è il termine dato generalmente a quella musica che unisce i ritmi dell'America Latina (di provenienza africana), con le melodie jazz del Sud America, dei Caraibi, degli USA e dell'Europa. Il latin jazz si divide in due categorie principali: il brasiliano e l'afro-cubano.
latin jazz brasiliano: comprende la bossa nova, il samba e la sua evoluzione jazz samba.
latin jazz afro cubano: comprende la salsa, il merengue, il mambo, il bolero, il cha-cha-cha, ed altri.
Il latin jazz è il contributo dei musicisti latino-americani alla musica jazz. Divenne popolare nel 1940, quando Dizzy Gillespie e Stan Kenton iniziarono a suonare brani di musica afro-cubana con strumenti jazz, assemblando la parte melodica, suonata come gli standard, con la parte ritmica, suonata al modo latino-americano, enfatizzando poi il ritmo negli assolo. Stan Kenton realizzò un arrangiamento del btrano afro-cubano The Peanut Vendor, che viene considerato come il primo brano di latin jazz registrato negli USA.
Nel 1947 Dizzy Gillespie, con Machito e Chano Pozo, compose l'Afro-cuban Drums Suite, rappresentata poi al Carnegie Hall di New York. Tale concerto divulgò il latin jazz fra il grande pubblico. Altro brano famoso di Dizzy di questo periodo è Cubano be Cubano bop.
Il samba nasce nel XIX secolo come espressione della musica Afro-brasiliana. La bossa nova è un tempo musicale ibrido, derivato dal ritmo del samba; nasce negli anni 1960, grazie al contributo dei brasiliani Antonio Carlos Jobim e Joao Gilberto, insieme all'americano Stan Getz. Il brano più famoso è Garota de Ipanema, composto da Antonio Carlos Jobim e Vinicius de Moraes e resa celebre da Joao Gilberto e da sua moglie Astrud.
Il latin jazz, così come gli altri stili di jazz, può essere suonato sia da piccoli complessi che da grandi orchestre, che di solito lasciano l'improvvisazione degli assolo alla sezione ritmica.
La bossa nova
Una miscela di jazz tipo West Coast Cool, armonie classiche europee e seducenti ritmi di samba brasiliana, bossa nova o più correttamente "jazz brasiliano", ha raggiunto le circa degli Stati Uniti 1962.
Il sottile ma ipnotico di chitarra acustica ritmi accento semplici melodie cantate in uno (o entrambi), portoghese o inglese. Lanciato da Joao brasiliani 'Gilberto e Antonio Carlos Jobim, questa alternativa ai 60's Hard Bop e agli stili di Free Jazz, diventa popolare nel West Coast attraverso il chitarrista Charlie Byrd e il sassofonista Stan Getz.
Bossa nova (in portoghese "nuova onda") è un genere musicale, nato in Brasile alla fine degli anni '50, che trae origine dal samba, in particolare nella forma detta samba canção e, in genere, dalla tradizione musicale brasiliana. È ispirato culturalmente dalla "rive gauche" francese, dalle atmosfere minimaliste di certa musica europea e statunitense dell'epoca, ma soprattutto, dalla atmosfera di rinascita economica e nazionalista del Brasile di Juscelino Kubitschek.
I padri e co-inventori della bossa nova sono comunemente considerati il compositore emusicista Antonio Carlos Jobim, il poeta Vinicius de Moraes e il cantante e chitarrista João Gilberto. I precedenti però si trovano in Dorival Caymmi e nel tipo di samba-cançao da lui elaborato e, più indietro ancora nel tempo, in alcune composizioni originali di Ernesto Nazareth. Labossa nova è un samba suonato in modo generalmente minimalista, spesso soffuso, senza particolare enfasi vocale e senza vibrato, su ritmo lento, se non lentissimo (difficilmente supera gli 80 battiti per minuto), ma con un incedere incalzante dovuto, normalmente, al caratteristico stile chitarristico attribuito, principalmente, a João Gilberto.
La "batida", così fu soprannominato lo stile tipico di Gilberto e dei suoi seguaci, è un modo particolare di usare la mano destra sulle corde della chitarra: senza arpeggio, ma alternando il pollice sui bassi al contemporaneo pizzicare le corde delle altre dita (al modo già usato dai brasiliani), spesso con il tapping della mano sinistra. La particolarità è però di natura soprattutto ritmico-armonica. Infatti l'accompagnamento è costruito a partire da una linea continua semitonale di bassi discendenti, e ciò dà la sensazione che il ritmo della chitarra sembra essere sempre in "recupero" sul tempo.
La data ufficiale di nascita della bossa nova è generalmente fatta coincidere con l'uscita, nel 1958, del disco Canção do amor demais dellacantante Elizete Cardoso, su musiche di Antonio Carlos Jobim e testi di Vinicius de Moraes, che conteneva la canzone Chega de saudadenella quale suonava proprio João Gilberto.
Il successo di Chega de saudade, prima nell'interpretazione di Elizete Cardoso, ma soprattutto nella successiva versione dello stessoGilberto, fu clamoroso. La canzone è considerata all'unanimità il primo esempio completo di stile bossa nova, soprattutto per la presenza della caratteristica "batida" che tutti in Brasile cercheranno di imitare.
La fama internazionale per la bossa nova arriva nei primi anni '60 ad opera di João Gilberto. In seguito il sassofonista jazz Stan Getz importa i ritmi brasiliani nel suo disco del 1962 Jazz Samba (con il chitarrista Charlie Byrd), poi realizza un album (Getz/Gilberto) con i protagonisti del nuovo genere, Antonio Carlos Jobim e João Gilberto, ottenendo in entrambi i casi un clamoroso successo commerciale.
Le canzoni lanciate da João Gilberto Desafinado, Garota de Ipanema, Saudade da Bahja, Rosa Morena, (le ultime due prese dal repertorio di Caymmi), È luxo sò (di Ary Barroso), Maria Ninguém (di Carlos Lyra) diventarono veri standard e resero la bossa nova uno dei generi più in voga negli anni sessanta influenzando tutta la musica mondiale.
Protagonisti ed interpreti
Luiz Bonfá
Ronaldo Bôscoli
Chico Buarque
Antonio Carlos Jobim
Vinicius de Moraes
Stan Getz
Astrud Gilberto
João Gilberto
Nara Leão
Edu Lobo
Carlos Lyra
Sergio Mendes
Roberto Menescal
Newton Mendonça
Baden Powell
Elis Regina
Sylvinha Telles
Toquinho
Il samba baiano
Il samba baiano ha trovato i suoi massimi interpreti in Dorival Caimmy, Wilson Simonal e Jorge Ben Jor, e poi in Joao Gilberto, che dal samba si spinge, insieme a Jobim, fino alla bossa nova, una forma di samba molto raffinata che, grazie a Jobim, utilizza armonizzazioni molto complesse ricavate dalle tecniche semitonali del jazz. Fu esportato con successo in Europa da Tati Casoni.
Il jazz samba
Con jazz samba (o jazz-samba) si intende un particolare stile musicale che fonde il jazz con i ritmi, gli strumenti, la melodia tipici della bossa nova brasiliana.
Il nome deriva dal titolo di quello che è comunemente ritenuto il primo disco del genere, Jazz Samba, appunto, di Stan Getz e Charlie Byrd, del 1962. La retrocopertina del disco recita opportunamente: "Two jazz solist play, fresh, contemporary sounds from modern brasilian folk music".
In precedenza, nell'ambito della musica leggera o cinematografico e in ambito jazz, si era utilizzato il termine samba per indicare brani, normalmente ballabili, suonati da grandi orchestre, sui ritmi tropicali tipici del carnevale e dello stereotipato "folklore" carioca così come veniva avvertito negli Stati Uniti. Analogamente per quanto avveniva con i ritmi caraibici, tanto di moda negli anni cinquanta, e cubani.
L'ingresso della musica brasiliana negli Stati Uniti risale agli anni venti, ma ha i suoi momenti di massima popolarità negli anni '30 e soprattutto negli anni quaranta.
Un primo esempio è il film musicale Flying Down to Rio del 1933 (Carioca) con Fred Astaire e Ginger Rogers.
È il grande successo della cantante, ballerina e attrice Carmen Miranda che, dai primi anni quaranta, impone in tutti gli Stati Uniti (e da qui nel resto del mondo) la musica ed il folklore brasiliano. Famosa per i suoi copricapo "tutti-frutti" (tipicamente un casco di banane che usava per rimediare alla sua piccola statura), diventa nel 1945 la più pagata artista hollywoodiana. Paradossalmente, Carmen Miranda era portoghese, ma diventa il simbolo della spensieratezza attribuita allo stile di vita di Rio de Janeiro, di Copacabana, delle spiagge, dei locali notturni e dei luoghi "alla moda" dell'assolato Brasile.
Siamo negli anni in cui, a causa della seconda guerra mondiale, i magnati di Hollywood e il governo di Washington spinsero al massimo la diffusione del prodotto hollywoodiano più frivolo importando qualsiasi cosa potesse compiacere il gusto del pubblico. Il Sud America fu uno dei luoghi da cui si importarono stili, cliché e tanta musica. È di quegli anni, il successo di Amado mio, Ultima vez, Brazil e Tico Tico e l'introduzione dei ritmi cubani e messicani, adattati al gusto nord-americano, che sono conosciuti come salsa, rumba, mambo, chachachá.
Altri esempi della penetrazione della musica brasiliana (e dell'America Latina in genere), rivista ed adattata dall'industria dello spettacolo statunitense, sono i film della Disney a cartoni animati, Saludos Amigos (del 1943) e The Three Caballeros (del 1945), che introducono alcune canzoni divenute "standard" e simboli musicali dello stereotipo del Brasile: Tico Tico, Brazil e Bahia.
Tico Tico, tipico esempio di choro per chitarra (Tico-Tico no Fubá), fu inciso anche da Charlie Parker nel 1951 nel suo disco "latino" prodotto da Norman Granz.
Il jazz inizia a contaminarsi con i ritmi sudamericani nella seconda metà degli anni '40. Tra i primi, Dizzy Gillespie che, nella sua grande orchestra, inizierà a a mescolare il suo be bop con il calypso caraibico (un po' per rendere più accessibile la sua musica al tempo suonata da una orchestra che difficilmente poteva definirsi "da ballo", un po' perché realmente appassionato del genere). Il grande trombettista rimarrà sempre legato ai ritmi cubani e caraibici per tutta la sua lunga carriera.
Un tentativo degno di nota, ma poco fortunato, fu quello dell'altosassofonista "cool" Bud Shank che, nel 1953, incise due album con Laurindo Almeida, chitarrista brasiliano scoperto a Rio de Janeiro da Stan Kanton e con la cui orchestra aveva suonato negli Stati Uniti. Il risultato, i due volumi Brazilliance, sono considerati un anticipo della bossa nova. Stan Kanton stesso, negli anni cinquanta non rimase indifferente ai ritmi del samba e Almeida continuò a suonare il suo jazz "brasiliano" approfittando anche dell'esplosione del genere nei primi anni sessanta.
Fu, infatti, solo nel 1962, e nei due anni successivi, che si ebbero i primi veri grandi esempi di "fusion" tra il jazz e i ritmi brasiliani, anche perché, nel frattempo, era nata la bossa nova per opera principalmente di Antonio Carlos Jobim, Vinicius de Moraes, João Gilberto e i ragazzi che si riunivano a casa di Nara Leão a Rio de Janeiro. Tra i più importanti, oltre al citato Jazz Samba, sono i successivi dischi di Stan Getz con Luiz Bonfá e soprattutto con João Gilberto e Astrud Gilberto (con il successo di Garota de Ipanema) e l'album di Jobim con Frank Sinatra del 1967.
Dal successo di quei primi esempi di "fusion" tra due generi così diversi, ma che seppero così bene convivere, molti tra i principali jazzisti americani tentarono di ripercorrere la strada intrapresa da Getz e interpretarono a loro modo la musica brasiliana. Tra questi Dizzy Gillespie, Sonny Rollins, Coleman Hawkins, Cannonball Adderley e molti altri musicisti e cantanti americani per i quali era un "must" realizzare dischi in coppia con i brasiliani più in voga.
Il 1962 fu un anno estremante prolifico in tal senso. Pur senza incidere la celebre Desafinado, il primo disco americano con "bossa nova" nel titolo suonato da musicisti brasiliani fu probabilmente Cannonball's Bossa Nova di Cannonball Adderley che lo realizzò per la Riverside nel dicembre del 1962 con una straordinaria formazione che comprendeva alcuni reduci dal concerto alla Carnegie Hall come Sergio Mendes e i membri del suo gruppo, tra i quali il batterista Dom Um Romao. Persino Coleman Hawkins sarà, suo malgrado, coinvolto nella frenesia di cavalcare l'onda della musica brasiliana in un non riuscitissimo disco prodotto dalla Impulse! Records intitolato Desafinado: Coleman Hawkins plays Bossa Nova & Jazz Samba. Il grande tenor-sassofonista non poteva essere da meno di Stan Getz, quindi già nel settembre del 1962 "Hawk" fu mandato da Bob Thiele in sala d'incisione con un gruppo non del tutto all'altezza per registrare i nuovi classici di Jobim e soci. Miles Davis l'anno successivo non poté sottrarsi alla moda e nel disco realizzato con l'orchestra di Gil Evans, Quiet Nights registrò una bella versione di Corcovado.
Tra i più attivi nel diffondere il nuovo stile negli Stati Uniti, la casa discografica Verve Records e Creed Tylor che produssero i dischi di Astrud Gilberto, Stan Getz e Antonio Carlos Jobim, ma anche la Columbia Records che per prima pubblicò, senza successo, i famosi dischi brasiliani di João Gilberto.
In seguito divennero popolarissimo il brasiliano Sergio Mendes che, con le sue orchestre, mantenne elevata la popolarità della Musica Popolare Brasiliana (o MPB) negli Stati Uniti e la introdusse in Giappone portando all'estero anche molta musica brasiliana emersa dopo il boom della bossa nova.
Ancora, Chick Corea, maestro della fusion, utilizzò spesso, in modo innovativo, il ritmo brasiliano (proprio all'epoca in cui suonava con Getz).
Da ricordare, infine, Herbie Mann, flautista e grande "contaminatore", che già negli anni '50 aveva inserito delle congas nella sua formazione (influenzato dalla musica africana) e che contribuirà a sostenere il successo della bossa nova già nei primi anni '60 (con un disco di bossa nova registrato a Rio con Mendes), e che poi non disdegnerà di suonare reggae, funk e qualsiasi cosa gli capitasse all'orecchio.
Il nome di Stan Getz è rimasto sinonimo di jazz e bossa nova. Lo stile jazz samba (che però, come detto, è principalmente bossa nova) è diventato consuento e parte integrante del linguaggio jazzistico come nei decenni precedenti lo erano stati il blues, la musica di Tin Pan Alley e quella dei grandi compositori americani. Le grandi canzoni di Jobim, soprattutto, sono divenute degli "standard" del jazz e della musica d'intrattenimento al pari di quelle di Cole Porter e Irving Berlin.
Col tempo l'interesse per lo stile bossa nova è un po' declinato ed è spesso associato alla musica da "night-club" come forma di intrattenimento "d'atmosfera" per la rilassatezza delle sue linee melodiche suonate su una base ritmica "soft" che manca della forza della originale "batida" così come l'avevano intesa João Gilberto, Jobim e i loro seguaci.
Paradossalmente, l'incontro tra i due principali generi musicali del continente americano, non avvenne per opera di coloro che li avevano inventati e ne avevano fatto la storia e stabilito le caratteristiche.
Il jazz nordamericano è sostanzialmente dovuto all'influenza dei ritmi africani mescolati con la musica europea e folcloristica dei bianchi. Allo stesso modo, ma con modalità completamente diverse, la musica brasiliana, nasce dall'unione dei ritmi importati dagli schiavi con la musica portoghese e dai ritmi indigeni (la musica brasiliana, come il suo popolo, ha tre anime).
In entrambe le situazioni, tradizione musicale europea, tradizioni religiose (protestanti al nord, cattoliche al sud), si sono mescolate al temperamento dei neri che sono stati i maggiori interpreti, innovatori e animatori della musica dei due sub-continenti.
La vera "fusion" tra il jazz nordamericano ed il samba (musica) brasiliano (nella loro forma più moderna) avviene invece ad opera di musicisti bianchi. La bossa nova era una forma di samba totalmente reinventato da un gruppo eterogeneo come collocazione geografica, ma del tutto omogeneo come caratteristiche sociali: si trattava di bianchi della società borghese, modernista e ispirata dal nuovo vento di risveglio economico e nazionalistico, del Brasile di Juscelino Kubitschek. Il jazz con cui si fuse, ad opera dei suoi stessi inventori, negli Stati Uniti nei primi anni sessanta, era quello di un musicista di successo come Stan Getz, che molto doveva al vero jazz nero, ma che era uno dei maggiori esponenti della musica più cool, amata dal grande pubblico, bianco, quello che comperava i dischi e votava nei referendum delle testate specializzate.
In ogni caso, il jazz nero stava già cambiando in modo vorticoso negli stessi anni (ad esempio per opera di John Coltrane) e poco dopo anche la musica brasiliana sarebbe cambiata.
Discografia essenziale
Brazilliance, Vol. 1 e Vol.2 - Laurindo Almeida & Bud Shank - 1953 - 1958
Jazz Samba - Stan Getz & Charlie Byrd - 1962
Do The Bossa Nova with Herbie Mann - Herbie Mann - 1962
Getz/Gilberto - Stan Getz & João Gilberto - 1964
http://it.wikipedia.org/wiki/Bossa_nova
http://it.wikipedia.org/wiki/Jazz_samba
http://it.wikipedia.org/wiki/Latin_jazz
Latin jazz Merengue, Mambo Jazz Samba Bolero Cha cha cha
Merengue
Merengue e il tasso nazionale della Repubblica Dominicana e rappresenta una sintesi dei 3 elementi che hanno formato la cultura del paese. Il gruppo musical di merengue "tipico" è formato da güira (contributo del nativo), tambora (Africa) e fisarrmónica (Europa).]
La parola merengue significa libero dell'uovo battuto con zucchero il quale si usa per preparare una sorta di dessert bianco. Non si conosce il vero motivo per cui questa parola sia stata associata a un genere musicale, si pensa però che sia a causa del ritmo esuberante, circolare e suevo del partner che ricorda il sapore di un dolce.
Il mambo è un genere musicale nato a Cuba
La storia del mambo comincia nel 1938, quando fu presentata una canzone ballabile intitolata Mambo scritta da Orestes e Cachao López. Nel corso degli anni alla musica fu associata una tipica danza, tuttora in voga soprattutto all' Havana, Città del Messico, New York city e nei corsi di ballo latino-americano, con alcune varianti rispetto all' originale.
Gli strumenti a percussione che lo caratterizzano sono le congas, i bonghi, le maracas, la clave e la cabasa.
Negli anni cinquanta e sessanta sono stati molti gli artisti e le orchestre ad essere protagonisti di questo genere musicale; in quel periodo la notorietà e il successo della maggior parte di loro sono però rimasti circoscritti ai paesi dell' America Latina, con l'eccezione di Perez Prado, e di Xavier Cugat e sua moglie, la cantante americana Abbe Lane.
Jazz samba
Con jazz samba (o jazz-samba) si intende un particolare stile musicale che fonde il jazz con i ritmi, gli strumenti, la melodia tipici della bossa nova brasiliana.
Il nome deriva dal titolo di quello che è comunemente ritenuto il primo disco del genere, Jazz Samba, appunto, di Stan Getz e Charlie Byrd, del 1962. La retrocopertina del disco recita opportunamente: "Two jazz solist play, fresh, contemporary sounds from modern brasilian folk music".
In precedenza, nell'ambito della musica leggera o cinematografico e in ambito jazz, si era utilizzato il termine samba per indicare brani, normalmente ballabili, suonati da grandi orchestre, sui ritmi tropicali tipici del carnevale e dello stereotipato "folklore" carioca così come veniva avvertito negli Stati Uniti. Analogamente per quanto avveniva con i ritmi caraibici, tanto di moda negli anni cinquanta, e cubani.
L'ingresso della musica brasiliana negli Stati Uniti risale agli anni venti, ma ha i suoi momenti di massima popolarità negli anni '30 e soprattutto negli anni quaranta.
Un primo esempio è il film musicale Flying Down to Rio del 1933 (Carioca) con Fred Astaire e Ginger Rogers.
È il grande successo della cantante, ballerina e attrice Carmen Miranda che, dai primi anni quaranta, impone in tutti gli Stati Uniti (e da qui nel resto del mondo) la musica ed il folklore brasiliano. Famosa per i suoi copricapo "tutti-frutti" (tipicamente un casco di banane che usava per rimediare alla sua piccola statura), diventa nel 1945 la più pagata artista hollywoodiana. Paradossalmente, Carmen Miranda era portoghese, ma diventa il simbolo della spensieratezza attribuita allo stile di vita di Rio de Janeiro, di Copacabana, delle spiagge, dei locali notturni e dei luoghi "alla moda" dell'assolato Brasile.
Siamo negli anni in cui, a causa della seconda guerra mondiale, i magnati di Hollywood e il governo di Washington spinsero al massimo la diffusione del prodotto hollywoodiano più frivolo importando qualsiasi cosa potesse compiacere il gusto del pubblico. Il Sud America fu uno dei luoghi da cui si importarono stili, cliché e tanta musica. È di quegli anni, il successo di Amado mio, Ultima vez, Brazil e Tico Tico e l'introduzione dei ritmi cubani e messicani, adattati al gusto nord-americano, che sono conosciuti come salsa, rumba, mambo, chachachá.
Altri esempi della penetrazione della musica brasiliana (e dell'America Latina in genere), rivista ed adattata dall'industria dello spettacolo statunitense, sono i film della Disney a cartoni animati, Saludos Amigos (del 1943) e The Three Caballeros (del 1945), che introducono alcune canzoni divenute "standard" e simboli musicali dello stereotipo del Brasile: Tico Tico, Brazil e Bahia.
Tico Tico, tipico esempio di choro per chitarra (Tico-Tico no Fubá), fu inciso anche da Charlie Parker nel 1951 nel suo disco "latino" prodotto da Norman Granz.
Il jazz inizia a contaminarsi con i ritmi sudamericani nella seconda metà degli anni '40. Tra i primi, Dizzy Gillespie che, nella sua grande orchestra, inizierà a a mescolare il suo be bop con il calypso caraibico (un po' per rendere più accessibile la sua musica al tempo suonata da una orchestra che difficilmente poteva definirsi "da ballo", un po' perché realmente appassionato del genere). Il grande trombettista rimarrà sempre legato ai ritmi cubani e caraibici per tutta la sua lunga carriera.
Un tentativo degno di nota, ma poco fortunato, fu quello dell'altosassofonista "cool" Bud Shank che, nel 1953, incise due album con Laurindo Almeida, chitarrista brasiliano scoperto a Rio de Janeiro da Stan Kanton e con la cui orchestra aveva suonato negli Stati Uniti. Il risultato, i due volumi Brazilliance, sono considerati un anticipo della bossa nova. Stan Kanton stesso, negli anni cinquanta non rimase indifferente ai ritmi del samba e Almeida continuò a suonare il suo jazz "brasiliano" approfittando anche dell'esplosione del genere nei primi anni sessanta.
Fu, infatti, solo nel 1962, e nei due anni successivi, che si ebbero i primi veri grandi esempi di "fusion" tra il jazz e i ritmi brasiliani, anche perché, nel frattempo, era nata la bossa nova per opera principalmente di Antonio Carlos Jobim, Vinicius de Moraes, João Gilberto e i ragazzi che si riunivano a casa di Nara Leão a Rio de Janeiro. Tra i più importanti, oltre al citato Jazz Samba, sono i successivi dischi di Stan Getz con Luiz Bonfá e soprattutto con João Gilberto e Astrud Gilberto (con il successo di Garota de Ipanema) e l'album di Jobim con Frank Sinatra del 1967.
Dal successo di quei primi esempi di "fusion" tra due generi così diversi, ma che seppero così bene convivere, molti tra i principali jazzisti americani tentarono di ripercorrere la strada intrapresa da Getz e interpretarono a loro modo la musica brasiliana. Tra questi Dizzy Gillespie, Sonny Rollins, Coleman Hawkins, Cannonball Adderley e molti altri musicisti e cantanti americani per i quali era un "must" realizzare dischi in coppia con i brasiliani più in voga.
Il 1962 fu un anno estremante prolifico in tal senso. Pur senza incidere la celebre Desafinado, il primo disco americano con "bossa nova" nel titolo suonato da musicisti brasiliani fu probabilmente Cannonball's Bossa Nova di Cannonball Adderley che lo realizzò per la Riverside nel dicembre del 1962 con una straordinaria formazione che comprendeva alcuni reduci dal concerto alla Carnegie Hall come Sergio Mendes e i membri del suo gruppo, tra i quali il batterista Dom Um Romao. Persino Coleman Hawkins sarà, suo malgrado, coinvolto nella frenesia di cavalcare l'onda della musica brasiliana in un non riuscitissimo disco prodotto dalla Impulse! Records intitolato Desafinado: Coleman Hawkins plays Bossa Nova & Jazz Samba. Il grande tenor-sassofonista non poteva essere da meno di Stan Getz, quindi già nel settembre del 1962 "Hawk" fu mandato da Bob Thiele in sala d'incisione con un gruppo non del tutto all'altezza per registrare i nuovi classici di Jobim e soci. Miles Davis l'anno successivo non poté sottrarsi alla moda e nel disco realizzato con l'orchestra di Gil Evans, Quiet Nights registrò una bella versione di Corcovado.
Tra i più attivi nel diffondere il nuovo stile negli Stati Uniti, la casa discografica Verve Records e Creed Tylor che produssero i dischi di Astrud Gilberto, Stan Getz e Antonio Carlos Jobim, ma anche la Columbia Records che per prima pubblicò, senza successo, i famosi dischi brasiliani di João Gilberto.
In seguito divennero popolarissimo il brasiliano Sergio Mendes che, con le sue orchestre, mantenne elevata la popolarità della Musica Popolare Brasiliana (o MPB) negli Stati Uniti e la introdusse in Giappone portando all'estero anche molta musica brasiliana emersa dopo il boom della bossa nova.
Ancora, Chick Corea, maestro della fusion, utilizzò spesso, in modo innovativo, il ritmo brasiliano (proprio all'epoca in cui suonava con Getz).
Da ricordare, infine, Herbie Mann, flautista e grande "contaminatore", che già negli anni '50 aveva inserito delle congas nella sua formazione (influenzato dalla musica africana) e che contribuirà a sostenere il successo della bossa nova già nei primi anni '60 (con un disco di bossa nova registrato a Rio con Mendes), e che poi non disdegnerà di suonare reggae, funk e qualsiasi cosa gli capitasse all'orecchio.
Il nome di Stan Getz è rimasto sinonimo di jazz e bossa nova. Lo stile jazz samba (che però, come detto, è principalmente bossa nova) è diventato consuento e parte integrante del linguaggio jazzistico come nei decenni precedenti lo erano stati il blues, la musica di Tin Pan Alley e quella dei grandi compositori americani. Le grandi canzoni di Jobim, soprattutto, sono divenute degli "standard" del jazz e della musica d'intrattenimento al pari di quelle di Cole Porter e Irving Berlin.
Col tempo l'interesse per lo stile bossa nova è un po' declinato ed è spesso associato alla musica da "night-club" come forma di intrattenimento "d'atmosfera" per la rilassatezza delle sue linee melodiche suonate su una base ritmica "soft" che manca della forza della originale "batida" così come l'avevano intesa João Gilberto, Jobim e i loro seguaci.
Paradossalmente, l'incontro tra i due principali generi musicali del continente americano, non avvenne per opera di coloro che li avevano inventati e ne avevano fatto la storia e stabilito le caratteristiche.
Il jazz nordamericano è sostanzialmente dovuto all'influenza dei ritmi africani mescolati con la musica europea e folcloristica dei bianchi. Allo stesso modo, ma con modalità completamente diverse, la musica brasiliana, nasce dall'unione dei ritmi importati dagli schiavi con la musica portoghese e dai ritmi indigeni (la musica brasiliana, come il suo popolo, ha tre anime).
In entrambe le situazioni, tradizione musicale europea, tradizioni religiose (protestanti al nord, cattoliche al sud), si sono mescolate al temperamento dei neri che sono stati i maggiori interpreti, innovatori e animatori della musica dei due sub-continenti.
La vera "fusion" tra il jazz nordamericano ed il samba (musica) brasiliano (nella loro forma più moderna) avviene invece ad opera di musicisti bianchi. La bossa nova era una forma di samba totalmente reinventato da un gruppo eterogeneo come collocazione geografica, ma del tutto omogeneo come caratteristiche sociali: si trattava di bianchi della società borghese, modernista e ispirata dal nuovo vento di risveglio economico e nazionalistico, del Brasile di Juscelino Kubitschek. Il jazz con cui si fuse, ad opera dei suoi stessi inventori, negli Stati Uniti nei primi anni sessanta, era quello di un musicista di successo come Stan Getz, che molto doveva al vero jazz nero, ma che era uno dei maggiori esponenti della musica più cool, amata dal grande pubblico, bianco, quello che comperava i dischi e votava nei referendum delle testate specializzate.
In ogni caso, il jazz nero stava già cambiando in modo vorticoso negli stessi anni (ad esempio per opera di John Coltrane) e poco dopo anche la musica brasiliana sarebbe cambiata.
Il bolero
Il bolero è una danza di origine spagnola nata alla fine del XVIII secolo.
È caratterizzato da:
un tempo in 3/4
un ritmo netto (spesso scandito da tamburi).
Alcuni esempi celebri di bolero sono:
Bolero op.19 in La minore', opera del 1833 di Frédéric Chopin
Bolero, opera del 1928 di Maurice Ravel
Mercé, dilette amiche (bolero di Elena, da I Vespri Siciliani, opera di Giuseppe Verdi del 1855).
A Cuba il bolero ha avuto origine verso la metà del XIX secolo a Santiago, dove è stato completamente reinventato rispetto alla tradizione spagnola ed è diventato una danza caratterizzata da un tempo in 2/4. Da Santiago il Bolero si è poi diffuso in tutta l'isola, negli altri Paesi caraibici e nel resto del mondo.
Pepe Sanchez, (nato Jose Sanchez a Santiago de Cuba il 19 marzo 1856 e morto il 03 gennaio del 1918) è conosciuto come il creatore del bolero cubano. Tra i più importanti autori di Bolero si ritrovano poi Omara Portuondo, Ibrahim Ferrer, Beny Moré, il portoricano Rafael Hernández, i messicani Agustín Lara, Jose Feliciano e Luis Miguel, l'ecuadoriano Julio Jaramillo e il cileno Antonio Prieto.
Cha cha cha
Il Cha cha cha è una danza latino-americana.
Nato a Cuba nei primi anni del XX secolo, si chiamava in origine Cha Cha. In seguito fu contaminato da altre danze: Mambo, Rumba, Danzón e Son.
Esistono 4 differenti ipotesi sul significato letterale dell'espressione "Cha Cha Cha":
Attributo onomatopeico strettamente legato al ritmo della danza, scandito dal tempo delle percussioni.
Riproduzione del suono prodotto dalle scarpe durante la danza, in particolar modo nel triplo passo.
"Cha cha" è il nome di un sonaglio cubano, propriamente adoperato durante la danza.
Riproduzione del suono emesso dallo sbattere dei piedi sulla battigia.
Il "Cha Cha Cha" è una danza relativamente semplice da apprendere, ma i passi di base sono leggermente più complicati di quelli di altre danze. Il ritmo che viene contato durante l'esecuzione dei passi è: "due-tre-cha cha cha".
Passi base:
tempo 2: il ballerino con il suo piede sinistro trasferisce il peso del corpo in avanti, tenendo il piede destro fermo (la ballerina trasferisce il peso in dietro).
tempo 3: il ballerino trasferiasce il peso del corpo verso il dietro tenendo fermi entrambi i piedi (la ballerina trasferisce il peso in avanti).
tempo 4 e 1 (o cha cha cha) il ballerino esegue uno chassé verso la propria sinistra (la ballerina fa lo chassé verso la propria destra).
Si ricomincia invertendo il ruolo tra la ballerina e il ballerino.
Tra i cha cha cha più celebri possiamo ricordare Torero di Renato Carosone e Cha cha cha della segretaria di Michelino & il suo complesso.
Merengue e il tasso nazionale della Repubblica Dominicana e rappresenta una sintesi dei 3 elementi che hanno formato la cultura del paese. Il gruppo musical di merengue "tipico" è formato da güira (contributo del nativo), tambora (Africa) e fisarrmónica (Europa).]
La parola merengue significa libero dell'uovo battuto con zucchero il quale si usa per preparare una sorta di dessert bianco. Non si conosce il vero motivo per cui questa parola sia stata associata a un genere musicale, si pensa però che sia a causa del ritmo esuberante, circolare e suevo del partner che ricorda il sapore di un dolce.
Il mambo è un genere musicale nato a Cuba
La storia del mambo comincia nel 1938, quando fu presentata una canzone ballabile intitolata Mambo scritta da Orestes e Cachao López. Nel corso degli anni alla musica fu associata una tipica danza, tuttora in voga soprattutto all' Havana, Città del Messico, New York city e nei corsi di ballo latino-americano, con alcune varianti rispetto all' originale.
Gli strumenti a percussione che lo caratterizzano sono le congas, i bonghi, le maracas, la clave e la cabasa.
Negli anni cinquanta e sessanta sono stati molti gli artisti e le orchestre ad essere protagonisti di questo genere musicale; in quel periodo la notorietà e il successo della maggior parte di loro sono però rimasti circoscritti ai paesi dell' America Latina, con l'eccezione di Perez Prado, e di Xavier Cugat e sua moglie, la cantante americana Abbe Lane.
Jazz samba
Con jazz samba (o jazz-samba) si intende un particolare stile musicale che fonde il jazz con i ritmi, gli strumenti, la melodia tipici della bossa nova brasiliana.
Il nome deriva dal titolo di quello che è comunemente ritenuto il primo disco del genere, Jazz Samba, appunto, di Stan Getz e Charlie Byrd, del 1962. La retrocopertina del disco recita opportunamente: "Two jazz solist play, fresh, contemporary sounds from modern brasilian folk music".
In precedenza, nell'ambito della musica leggera o cinematografico e in ambito jazz, si era utilizzato il termine samba per indicare brani, normalmente ballabili, suonati da grandi orchestre, sui ritmi tropicali tipici del carnevale e dello stereotipato "folklore" carioca così come veniva avvertito negli Stati Uniti. Analogamente per quanto avveniva con i ritmi caraibici, tanto di moda negli anni cinquanta, e cubani.
L'ingresso della musica brasiliana negli Stati Uniti risale agli anni venti, ma ha i suoi momenti di massima popolarità negli anni '30 e soprattutto negli anni quaranta.
Un primo esempio è il film musicale Flying Down to Rio del 1933 (Carioca) con Fred Astaire e Ginger Rogers.
È il grande successo della cantante, ballerina e attrice Carmen Miranda che, dai primi anni quaranta, impone in tutti gli Stati Uniti (e da qui nel resto del mondo) la musica ed il folklore brasiliano. Famosa per i suoi copricapo "tutti-frutti" (tipicamente un casco di banane che usava per rimediare alla sua piccola statura), diventa nel 1945 la più pagata artista hollywoodiana. Paradossalmente, Carmen Miranda era portoghese, ma diventa il simbolo della spensieratezza attribuita allo stile di vita di Rio de Janeiro, di Copacabana, delle spiagge, dei locali notturni e dei luoghi "alla moda" dell'assolato Brasile.
Siamo negli anni in cui, a causa della seconda guerra mondiale, i magnati di Hollywood e il governo di Washington spinsero al massimo la diffusione del prodotto hollywoodiano più frivolo importando qualsiasi cosa potesse compiacere il gusto del pubblico. Il Sud America fu uno dei luoghi da cui si importarono stili, cliché e tanta musica. È di quegli anni, il successo di Amado mio, Ultima vez, Brazil e Tico Tico e l'introduzione dei ritmi cubani e messicani, adattati al gusto nord-americano, che sono conosciuti come salsa, rumba, mambo, chachachá.
Altri esempi della penetrazione della musica brasiliana (e dell'America Latina in genere), rivista ed adattata dall'industria dello spettacolo statunitense, sono i film della Disney a cartoni animati, Saludos Amigos (del 1943) e The Three Caballeros (del 1945), che introducono alcune canzoni divenute "standard" e simboli musicali dello stereotipo del Brasile: Tico Tico, Brazil e Bahia.
Tico Tico, tipico esempio di choro per chitarra (Tico-Tico no Fubá), fu inciso anche da Charlie Parker nel 1951 nel suo disco "latino" prodotto da Norman Granz.
Il jazz inizia a contaminarsi con i ritmi sudamericani nella seconda metà degli anni '40. Tra i primi, Dizzy Gillespie che, nella sua grande orchestra, inizierà a a mescolare il suo be bop con il calypso caraibico (un po' per rendere più accessibile la sua musica al tempo suonata da una orchestra che difficilmente poteva definirsi "da ballo", un po' perché realmente appassionato del genere). Il grande trombettista rimarrà sempre legato ai ritmi cubani e caraibici per tutta la sua lunga carriera.
Un tentativo degno di nota, ma poco fortunato, fu quello dell'altosassofonista "cool" Bud Shank che, nel 1953, incise due album con Laurindo Almeida, chitarrista brasiliano scoperto a Rio de Janeiro da Stan Kanton e con la cui orchestra aveva suonato negli Stati Uniti. Il risultato, i due volumi Brazilliance, sono considerati un anticipo della bossa nova. Stan Kanton stesso, negli anni cinquanta non rimase indifferente ai ritmi del samba e Almeida continuò a suonare il suo jazz "brasiliano" approfittando anche dell'esplosione del genere nei primi anni sessanta.
Fu, infatti, solo nel 1962, e nei due anni successivi, che si ebbero i primi veri grandi esempi di "fusion" tra il jazz e i ritmi brasiliani, anche perché, nel frattempo, era nata la bossa nova per opera principalmente di Antonio Carlos Jobim, Vinicius de Moraes, João Gilberto e i ragazzi che si riunivano a casa di Nara Leão a Rio de Janeiro. Tra i più importanti, oltre al citato Jazz Samba, sono i successivi dischi di Stan Getz con Luiz Bonfá e soprattutto con João Gilberto e Astrud Gilberto (con il successo di Garota de Ipanema) e l'album di Jobim con Frank Sinatra del 1967.
Dal successo di quei primi esempi di "fusion" tra due generi così diversi, ma che seppero così bene convivere, molti tra i principali jazzisti americani tentarono di ripercorrere la strada intrapresa da Getz e interpretarono a loro modo la musica brasiliana. Tra questi Dizzy Gillespie, Sonny Rollins, Coleman Hawkins, Cannonball Adderley e molti altri musicisti e cantanti americani per i quali era un "must" realizzare dischi in coppia con i brasiliani più in voga.
Il 1962 fu un anno estremante prolifico in tal senso. Pur senza incidere la celebre Desafinado, il primo disco americano con "bossa nova" nel titolo suonato da musicisti brasiliani fu probabilmente Cannonball's Bossa Nova di Cannonball Adderley che lo realizzò per la Riverside nel dicembre del 1962 con una straordinaria formazione che comprendeva alcuni reduci dal concerto alla Carnegie Hall come Sergio Mendes e i membri del suo gruppo, tra i quali il batterista Dom Um Romao. Persino Coleman Hawkins sarà, suo malgrado, coinvolto nella frenesia di cavalcare l'onda della musica brasiliana in un non riuscitissimo disco prodotto dalla Impulse! Records intitolato Desafinado: Coleman Hawkins plays Bossa Nova & Jazz Samba. Il grande tenor-sassofonista non poteva essere da meno di Stan Getz, quindi già nel settembre del 1962 "Hawk" fu mandato da Bob Thiele in sala d'incisione con un gruppo non del tutto all'altezza per registrare i nuovi classici di Jobim e soci. Miles Davis l'anno successivo non poté sottrarsi alla moda e nel disco realizzato con l'orchestra di Gil Evans, Quiet Nights registrò una bella versione di Corcovado.
Tra i più attivi nel diffondere il nuovo stile negli Stati Uniti, la casa discografica Verve Records e Creed Tylor che produssero i dischi di Astrud Gilberto, Stan Getz e Antonio Carlos Jobim, ma anche la Columbia Records che per prima pubblicò, senza successo, i famosi dischi brasiliani di João Gilberto.
In seguito divennero popolarissimo il brasiliano Sergio Mendes che, con le sue orchestre, mantenne elevata la popolarità della Musica Popolare Brasiliana (o MPB) negli Stati Uniti e la introdusse in Giappone portando all'estero anche molta musica brasiliana emersa dopo il boom della bossa nova.
Ancora, Chick Corea, maestro della fusion, utilizzò spesso, in modo innovativo, il ritmo brasiliano (proprio all'epoca in cui suonava con Getz).
Da ricordare, infine, Herbie Mann, flautista e grande "contaminatore", che già negli anni '50 aveva inserito delle congas nella sua formazione (influenzato dalla musica africana) e che contribuirà a sostenere il successo della bossa nova già nei primi anni '60 (con un disco di bossa nova registrato a Rio con Mendes), e che poi non disdegnerà di suonare reggae, funk e qualsiasi cosa gli capitasse all'orecchio.
Il nome di Stan Getz è rimasto sinonimo di jazz e bossa nova. Lo stile jazz samba (che però, come detto, è principalmente bossa nova) è diventato consuento e parte integrante del linguaggio jazzistico come nei decenni precedenti lo erano stati il blues, la musica di Tin Pan Alley e quella dei grandi compositori americani. Le grandi canzoni di Jobim, soprattutto, sono divenute degli "standard" del jazz e della musica d'intrattenimento al pari di quelle di Cole Porter e Irving Berlin.
Col tempo l'interesse per lo stile bossa nova è un po' declinato ed è spesso associato alla musica da "night-club" come forma di intrattenimento "d'atmosfera" per la rilassatezza delle sue linee melodiche suonate su una base ritmica "soft" che manca della forza della originale "batida" così come l'avevano intesa João Gilberto, Jobim e i loro seguaci.
Paradossalmente, l'incontro tra i due principali generi musicali del continente americano, non avvenne per opera di coloro che li avevano inventati e ne avevano fatto la storia e stabilito le caratteristiche.
Il jazz nordamericano è sostanzialmente dovuto all'influenza dei ritmi africani mescolati con la musica europea e folcloristica dei bianchi. Allo stesso modo, ma con modalità completamente diverse, la musica brasiliana, nasce dall'unione dei ritmi importati dagli schiavi con la musica portoghese e dai ritmi indigeni (la musica brasiliana, come il suo popolo, ha tre anime).
In entrambe le situazioni, tradizione musicale europea, tradizioni religiose (protestanti al nord, cattoliche al sud), si sono mescolate al temperamento dei neri che sono stati i maggiori interpreti, innovatori e animatori della musica dei due sub-continenti.
La vera "fusion" tra il jazz nordamericano ed il samba (musica) brasiliano (nella loro forma più moderna) avviene invece ad opera di musicisti bianchi. La bossa nova era una forma di samba totalmente reinventato da un gruppo eterogeneo come collocazione geografica, ma del tutto omogeneo come caratteristiche sociali: si trattava di bianchi della società borghese, modernista e ispirata dal nuovo vento di risveglio economico e nazionalistico, del Brasile di Juscelino Kubitschek. Il jazz con cui si fuse, ad opera dei suoi stessi inventori, negli Stati Uniti nei primi anni sessanta, era quello di un musicista di successo come Stan Getz, che molto doveva al vero jazz nero, ma che era uno dei maggiori esponenti della musica più cool, amata dal grande pubblico, bianco, quello che comperava i dischi e votava nei referendum delle testate specializzate.
In ogni caso, il jazz nero stava già cambiando in modo vorticoso negli stessi anni (ad esempio per opera di John Coltrane) e poco dopo anche la musica brasiliana sarebbe cambiata.
Il bolero
Il bolero è una danza di origine spagnola nata alla fine del XVIII secolo.
È caratterizzato da:
un tempo in 3/4
un ritmo netto (spesso scandito da tamburi).
Alcuni esempi celebri di bolero sono:
Bolero op.19 in La minore', opera del 1833 di Frédéric Chopin
Bolero, opera del 1928 di Maurice Ravel
Mercé, dilette amiche (bolero di Elena, da I Vespri Siciliani, opera di Giuseppe Verdi del 1855).
A Cuba il bolero ha avuto origine verso la metà del XIX secolo a Santiago, dove è stato completamente reinventato rispetto alla tradizione spagnola ed è diventato una danza caratterizzata da un tempo in 2/4. Da Santiago il Bolero si è poi diffuso in tutta l'isola, negli altri Paesi caraibici e nel resto del mondo.
Pepe Sanchez, (nato Jose Sanchez a Santiago de Cuba il 19 marzo 1856 e morto il 03 gennaio del 1918) è conosciuto come il creatore del bolero cubano. Tra i più importanti autori di Bolero si ritrovano poi Omara Portuondo, Ibrahim Ferrer, Beny Moré, il portoricano Rafael Hernández, i messicani Agustín Lara, Jose Feliciano e Luis Miguel, l'ecuadoriano Julio Jaramillo e il cileno Antonio Prieto.
Cha cha cha
Il Cha cha cha è una danza latino-americana.
Nato a Cuba nei primi anni del XX secolo, si chiamava in origine Cha Cha. In seguito fu contaminato da altre danze: Mambo, Rumba, Danzón e Son.
Esistono 4 differenti ipotesi sul significato letterale dell'espressione "Cha Cha Cha":
Attributo onomatopeico strettamente legato al ritmo della danza, scandito dal tempo delle percussioni.
Riproduzione del suono prodotto dalle scarpe durante la danza, in particolar modo nel triplo passo.
"Cha cha" è il nome di un sonaglio cubano, propriamente adoperato durante la danza.
Riproduzione del suono emesso dallo sbattere dei piedi sulla battigia.
Il "Cha Cha Cha" è una danza relativamente semplice da apprendere, ma i passi di base sono leggermente più complicati di quelli di altre danze. Il ritmo che viene contato durante l'esecuzione dei passi è: "due-tre-cha cha cha".
Passi base:
tempo 2: il ballerino con il suo piede sinistro trasferisce il peso del corpo in avanti, tenendo il piede destro fermo (la ballerina trasferisce il peso in dietro).
tempo 3: il ballerino trasferiasce il peso del corpo verso il dietro tenendo fermi entrambi i piedi (la ballerina trasferisce il peso in avanti).
tempo 4 e 1 (o cha cha cha) il ballerino esegue uno chassé verso la propria sinistra (la ballerina fa lo chassé verso la propria destra).
Si ricomincia invertendo il ruolo tra la ballerina e il ballerino.
Tra i cha cha cha più celebri possiamo ricordare Torero di Renato Carosone e Cha cha cha della segretaria di Michelino & il suo complesso.
Speciale 8 marzo jazz donna
Speciale 8 marzo jazz donna
Sarah Vaughan
Billie holiday
Betty Carter
Nina Simone
Ella Fitzgerald
Dinah Washington:
Rosemary Clooney
Anita O'Day
Betty Rochè
Jula De Palma
Norah jones
Caterina Valente
Cassandra Wilson
Dianne Reeves
Rachelle Ferrell
Tiziana Ghiglioni
Astrud Gilberto
Shirley Horn
Etta James
Etta Jones
Diana Krall
Peggy Lee
Flora Purim
Bessie Smith
Eliane Elias
speciale 8 marzo jazz donna
una scelta tra le più grandi interpreti italiane e straniere
Sarah Vaughan
Billie Holiday
Nel 1939, sfidando le discriminazioni razziali che colpivano i neri, cantò una canzone coraggiosa,
Strange Fruit: il frutto era il corpo di un nero ucciso dai bianchi ed appeso a un albero.
La canzone divise il pubblico; la Holiday poté eseguirla solo se la direzione del club lo consentiva previamente.
http://www.youtube.com/watch?v=h4ZyuULy9zs Strange Fruit:
Betty Carter
Nina Simone
Ella Fitzgerald
Dinah Washington:
Rosemary Clooney
Anita O'Day
Betty Rochè
Jula De Palma
Norah jones
Caterina Valente
Cassandra Wilson
Dianne Reeves
Rachelle Ferrell
Tiziana Ghiglioni
Astrud Gilberto
Shirley Horn
Etta James
Etta Jones
Diana Krall
Peggy Lee
Flora Purim
Bessie Smith
Eliane Elias
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La serata jazz dedicata alla giornata internazionale della donna finisce qui... ma non dovrebbe finire l'impegno per sostenere la donna nella ancor troppo difficile situazione
in cui si trova Purtroppo ci saranno donne che non sanno neppure che l'8 marzo esista, non sapranno neppure che hanno dei diritti. Ci saranno donne che non sanno ne leggere ne scrivere, donne che nella loro vita hanno preso più schiaffi e pietre che carezze. più insulti che apprezzamenti e parole buone, più cattiveria di bontà. A Loro sopratutto a Loro va il mio pensiero
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